Giudice imponeva minigonne alle allieve: maniaco o genio incompreso?

By | 12 dicembre 2017

Ieri avevano parlato di un certo Francesco Bellomo, giudice noto e autorevole venuto alla ribalta per il suo atteggiamento non proprio ortodosso nei confronti delle sue allieve. Il magistrato del Consiglio di Stato avrebbe, ad esempio, costretto molte ragazze a presentarsi ai corsi con la minigonna, tacchi a spillo e trucco ben marcato. Ora è stato avviato un procedimento disciplinare e Bellomo rischia di essere sollevato dal suo incarico. Ad accusare Bellomo sarebbero 8 allieve della scuola privata di formazione per magistrati ‘Diritto e Scienza’.

Processo alle sue idee

Francesco Bellomo non si scusa con nessuno, anzi dice di essere vittima di una congiura. Secondo il magistrato sarebbe stato instaurato un processo alle sue idee.

‘Si applica un giudizio morale a cose che riguardano la mia vita privata e un approccio disciplinare evidentemente troppo moderno per i temi di oggi’, ha detto il magistrato.

Le borsiste accusano Bellomo di averle obbligate a presentarsi ai corsi con tacchi a spillo, minigonna e con un trucco pronunciato. Le giovani, inoltre, avrebbero dovuto riferire al giudice tutti i particolari relativi alla loro vita privata. Quelle che avevano un fidanzato erano sgradite.

Bellomo si dice innocente

Bellomo continua a definirsi innocente, equiparandosi a un genio incompreso come Albert Einstein.

‘Tutti i geni, Einstein, si sono dovuti difendere dagli attacchi di chi non ne conosceva le idee. Non avrei voluto divulgare le mie ma sono venute fuori. Allora perché non dite che funzionano? Le mie allieve e i miei allievi hanno superato il concorso più di quelli di quelli di qualunque altro corso. E poi il dress code non è quello che scrivete’, ha dichiarato il giudice Bellomo.

Il magistrato accusato da diverse allieve ha origini pugliesi e la sua scuola ha sedi a Roma, Milano e Bari.

‘Questa odissea le ha distrutto la vita’

Il padre di una delle allieve che ha accusato il giudice Bellomo ha detto che la figlia sta, pian piano, tornando a una vita normale, anche se non è semplice: ‘Questa odissea le ha distrutto la vita. Ha ripreso a mangiare e a studiare ma è ancora in cura dagli psicologi’.

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