Cronaca

Grindr condivide dati sulla sieropositività degli utenti

Grindr-dati-utenti-HivUna delle più celebri e usate app di incontri gay, Grindr, è finita nella bufera per una storia su cui si dovrà sicuramente fare luce perché in gioco c’è la privacy degli utenti. BuzzFeed ha reso noto che Grindr avrebbe condiviso dati sensibili degli utenti, come quelli sui risultati di test per l’Hiv, con due aziende. Una bella grana per l’applicazione che presenta tante similarità con Tinder. A differenza di quest’ultima, Grindr è rivolta alla comunità LGBT.

Grindr annuncia sospensione della condivisione

Ogni utente di Grindr, app di incontri riservata a omosessuali, trans, bisessuali, queer e trans, può menzionare nel suo profilo anche se è sieropositivo o si sta sottoponendo alle terapie per curare o prevenire l’Aids.

Per ottimizzare l’app, Grindr avrebbe deciso di inviare tali informazioni private, senza rendersi conto che tale attività costituisce una chiara violazione della privacy. Quei dati dovevano restare privati.

Le due aziende a cui sarebbero stati inviati i dati sulla sieropositività degli utenti sarebbero Localytics e  Apptimize. Gli sviluppatori inoltre avrebbero condiviso tali importanti dati senza proteggerli con una crittografia.

Successivamente alla pubblicazione del post su BuzzFeed, Grindr ha spiegato di aver sospeso la condivisione, dicendosi vittima di circostanze inique derivati dallo scandalo che recentemente ha travolto Facebook.

Bryce Case, responsabile della sicurezza di Grindr, ha detto: ‘Le pratiche dell’azienda non sono differenti da quelle standard dell’industria’. Sono molti comunque quelli che ritengono che Grindr avrebbe dovuto essere più ‘limpido’ riguardo alla gestione dei dati sensibili, come quelli sulla sieropositività degli utenti.

‘Condividere quei dati potenzialmente pericolosi con terze parti senza notificare gli utenti è una grossa violazione degli standard basilari che non ci saremmo aspettati da un’azienda che si è sempre definita in supporto della comunità omosessuale’, ha dichiarato James Krellenstein, componente dell’organizzazione ACT UP New York, che mira a sensibilizzare la popolazione sull’Aids.

Una pratica del settore?

Scott Chen, responsabile tecnologico di Grindr, Scott Chen, ha precisato in un post online che la condivisione di dati con aziende come Apptimize e Localytics ha rappresentato una ‘pratica del settore’, essendo state adottate misure per preservare la privacy degli utenti.

Come società che serve la comunità LGBTQ, comprendiamo le sensibilità intorno alla divulgazione dello stato dell’Hiv. Il nostro obiettivo è e sarà sempre quello di supportare la salute e la sicurezza dei nostri utenti in tutto il mondo’, ha aggiunto Chen.

Attualmente chi è iscritto a tale app di incontri per gay può anche rendere nota la sua sieropositività. Electric Frontier Foundation ha definito la replica di Grindr ‘deludente’. SINTEF, gruppo di ricerca norvegese senza fini di lucro ha captato la condivisione dei dati e il loro invio negli Usa.

Una piattaforma pubblica

Chen ha concluso: ‘Grindr non ha mai, né pubblicheremo mai informazioni di identificazione personale dell’utente – in particolare informazioni sullo stato dell’HIV o l’ultima data del test – a terze parti o inserzionisti’. Il coordinatore tecnologico dell’app di incontri ha però rammentato che Grindr è una piattaforma pubblica e quindi tutti dovrebbero riflettere prima di inserire certe informazioni nei profili.

‘Voi ragazzi dovreste semplicemente chiudere adesso’, recita un commento postato in un forum di chat online sotto il post di Grindr su Tumblr.

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