Guardia medica violentata in ambulatorio: stupratore arrestato

By | 19 settembre 2017

Guardia medica, stupro durante turno notturnoTristi giornate di violenza in Italia. Troppe donne stuprate nel Bel Paese. Cosa sta accadendo? Una tedesca è stata stuprata da un italiano e legata a un palo, nei giorni scorsi, a Roma, presso Villa Borghese, ed ora, è balzato agli onori delle cronache un episodio altrettanto agghiacciante. Una dottoressa 51enne è stata stuprata da un 26enne durante il turno di guardia medica. E’ successo la scorsa notte presso la sede della Guardia medica di Trecastagni (Catania), in via De Petris. Il ragazzo si era recato presso la struttura sanitaria con la scusa di farsi visitare; poi è andato in escandescenze, mettendosi a lanciare gli oggetti presenti nell’ambulatorio. Alla fine lo stupro. La dottoressa non ha potuto fare nulla. Dopo il raccapricciante episodio, la 51enne ha chiesto aiuto ed è stata trasportata all’ospedale di Acireale. Il balordo, un ragazzo di Santa Venerina con precedenti penali, è stato rapidamente trovato e arrestato dai carabinieri. I militari lo hanno trovato, seminudo, non lontano dalla struttura sanitaria. Ad allertare i carabinieri era stato un passante richiamato dalle urla della dottoressa.

Femminicidi, troppi femminicidi

Femminicidi, maledetti femminicidi. A Nord, al Centro e al Sud Italia si violenta con una leggerezza disarmante. La scorsa notte la dottoressa stava lavorando come al solito, si era messa a disposizione della comunità perché è quello che le piace fare di più. Si era improvvisamente presentato un ragazzo, che aveva preteso di essere visitato. I due poi si sono poi messi a litigare e lui, senza remore, ha bloccato e stuprato la guardia medica.

I carabinieri hanno scoperto che lo stupratore, Alfio Cardillo, non ha un lavoro e, in passato, ha commesso molti crimini.

Il 26enne era ancora seminudo, ieri sera, nel momento dell’arresto. A bloccarlo sono stati alcuni militari del nucleo radiomobile della Compagnia di Acireale (Catania).

La dottoressa violentata vive in un paese etneo ed ora è sotto osservazione presso l’ospedale di Acireale. La donna ha raccontato che Cardillo, una volta entrato nella struttura sanitaria, le aveva iniziato a fare apprezzamenti pesanti, passando poi per le maniere forti. Il 26enne avrebbe gettato per terra molti oggetti dell’astanteria e, successivamente, violentato la dottoressa. Era notte. In quell’ambulatorio c’erano solo la guardia medica e il disumano ragazzo.

Aperta un’inchiesta

Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Catania. Dopo lo stupro, la guardia medica è riuscita a darsi alla fuga. I carabinieri non hanno impiegato molto ad acciuffare il violentatore perché si trovava ancora nei pressi della struttura sanitaria.

La vicenda accaduta la scorsa notte in una struttura sanitaria siciliana evidenzia in che condizioni sono costretti a lavorare i medici italiani. I dottori sono spesso lasciati soli, in balia di furenti pazienti, folli o megalomani. Non è la prima volta che in Sicilia viene aggredita una guardia medica. Lo scorso maggio, una dottoressa di Graniti (Messina) aveva vissuto 3 quarti d’ora terribili, durante il suo turno di notte. Un 38enne, sfruttando l’assenza di pazienti e medici, si era diretto verso la guardia medica, palpeggiandola e baciandola. Lei si era divincolata, allontanando il maniaco. Questo, però, era insistente. La dottoressa, nonostante la paura e la pressione del 38enne, era riuscita a chiamare i carabinieri e far arrestare l’energumeno.

‘Sono stati dei minuti interminabili. Ero terrorizzata e ancora adesso non so spiegarmi come ho avuto la forza di resistere’, aveva detto la guardia medica palpeggiata mesi fa nell’ambulatorio di Graniti, aggiungendo che quell’uomo, con problemi di mente, si era già visto, in passato, nella struttura sanitaria per problemi alla schiena. ‘Viene spesso di notte, qualche volta per avere dei farmaci contro l’ansia, altre volte accusando dolori alla schiena… Mi ha bloccato ed ha iniziato a toccarmi. Ho gridato a perdifiato e quando ho provato a chiedere aiuto mi ha scaraventato a terra il cellulare. Poi mi ha tappato la bocca con la mano per evitare che potessi urlare ancora. Aveva una forza incredibile, mi ha bloccato la porta sbarrandomi ogni via d’uscita. Per un attimo ho pensato di essere perduta’, aveva rivelato la dottoressa siciliana ai microfoni dell’AdKronos.

La guardia medica di Graniti era riuscita però a sottrarsi dalle ‘grinfie’ del suo aguzzino prima che potesse accadere il peggio, sferrandogli un morso alla mano ed avvisando subito i carabinieri che, fortunatamente, stavano pattugliando la zona. Quando i militari erano entrati nella struttura sanitaria, l’uomo era ancora lì e non aveva potuto fare altro che confessare l’aggressione.

Medici italiani reclamano sicurezza

Alla guardia medica di Trecastagni, invece, è andata male: è stata stuprata. Medici costretti a lavorare molte ore e a fare straordinari, per giunta in luoghi non sicuri. In Italia accade anche questo. Non solo in questi ultimi mesi si sono registrati casi così aberranti in Sicilia. Sono anni che in tale regione i medici sono costretti a svolgere il loro mestiere tra mille difficoltà e pericoli. Dieci anni fa, ad esempio, una guardia medica di Scicli (Ragusa) venne picchiata barbaramente e stuprata da un nordafricano. La dottoressa venne anche minacciata con un coltello.

E’ da tempo che i medici italiani reclamano maggiore sicurezza nelle sedi delle guardie mediche ma, a giudicare dagli episodi avvenuti recentemente, si evince che quelle dei dottori siano rimaste parole al vento.

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