Ignazio Marino assolto: gioia e riscatto dopo le accuse

By | 8 ottobre 2016

Ignazio Marino, ex sindaco di Roma, è gioioso perché la giustizia gli ha dato ragione. I magistrati hanno deciso che quelle cene personali erano normali, rientravano nelle sue funzioni: nessuna frode, nessun imbroglio. La storia degli ‘scontrini di Marino’ venne subito alla ribalta e molti attaccarono l’ex sindaco di Roma che, in cuor suo, ha sempre creduto la giustizia.

D’Alema e Veltroni chiamano Ignazio Marino

L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino è stato assolto ‘perché il fatto non sussiste’. Dopo la decisione dei giudici, Marino è stato chiamato da molti fan, anche quelli d’oltreoceano, e dai suoi storici amici Massimo e Walter, ovvero D’Alema e Veltroni. Si profila, dunque, una triade anti Renzi in vista del prossimo referendum costituzionale. L’avventura in Campidoglio a Roma non è durata molto perché, forse, il sindaco medico dava fastidio. Adesso la giustizia si è schierata dalla parte di Ignazio che, dunque, non avrebbe cenato con soldi del Comune. Adesso D’Alema ha una persona in più dalla sua parte nella battaglia contro Matteo Renzi. Lo ha detto anche Alessandra Cattoi, una fedelissima di Ignazio Marino. Renzi, comunque, non ha rilasciato alcun commento riguardo alla decisione dei giudici e non ha chiamato Marino. Veramente strano, anzi no visto che tra i due si è creata una barriera da circa un anno.

Danese e Nieri festeggiano con Marino

A sostenere Marino e festeggiare la sua rivincita ci sono anche molti membri dell’ex Giunta capitolina, come Francesca Danese e Luigi Nieri. Dopo la conferenza stampa, ieri, tali soggetti si sono stretti interno al ‘marziano’ e lo hanno elogiato perché lui, in fondo, non ha fatto mai nulla di male. Nieri, Danese ed altri hanno sempre sostenuto Marino, anche nei giorni delle atroci accuse, anche quando il suo nome equivaleva alle parole scandalo e imbroglio. Ignazio Marino non è un imbroglione, a sottolinearlo non sono state persone comuni ma i giudici.

Il Pd ostracizzò Ignazio Marino

Dopo la lettura della sentenza, ieri, Ignazio Marino si è commosso ed ha ricordato che il Pd lo ostracizzò proprio in un momento importante per Roma, in un momento di cambiamento. Renzi, ma anche Orfini, hanno fatto il possibile per defenestrarlo e, alla fine, ci sono riusciti. Probabilmente il premier e Matteo Orfini non si erano resi conto degli importanti risultati ottenuti da Marino e dalla sua Giunta, come l’apertura delle 21 stazioni della linea C della metropolitana e la chiusura della discarica di Malagrotta.

Ieri Marino si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, ricordando che la sua estromissione ha rappresentato una vera e propria violazione della democrazia a Roma. Renzi, Orfini e una parte del Pd, secondo Marino, invece di recarsi in Campidoglio e discutere apertamente si sono recati da un notaio. Tali personaggi non hanno voluto spiegare chiaramente perché avevano perso la fiducia per il sindaco di Roma. Ignazio Marino ha sottolineato che tutto ciò ha rappresentato una forte ‘schiaffo’ a tutti i romani che gli avevano dato fiducia.

Ora Marino si gode lo spettacolo e dice che lui non è una persona che porta rancore. L’ex sindaco di Roma invita solo qualche persona a guardarsi attentamente allo specchio e vedere se ha “l’ossatura da statista”. A chi si è riferito Marino? A buon intenditor poche parole.

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