Il nuovo Milan di Clarence Seedorf

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clarence seedorf

Seedorf, il neo allenatore rossonero, ha le idee chiare sul suo Milan

La già traballante panchina di Massimo Allegri non ha retto alla pesante sconfitta esterna contro il Sassuolo, capace di gonfiare per quattro volte nella stessa gara la rete di Abbiati.
Mandato via Allegri – sembra senza nemmeno troppi rimpianti nell’ambiente – Barbara Berlusconi ha ben pensato di affidarsi per tutto il girone di ritorno ad uno che ai tifosi milanisti qualche soddisfazione è già riuscita a darla fra gli undici in campo, con le sue verticalizzazioni e un tiro al fulmicotone: l’olandese Clarence Seedorf.

Non ci saranno grandi novità nel mercato di gennaio, sembra, anche se fino al trentuno tutto è possibile. Seedorf apprezza molto i due nuovi acquisti fatti dalla società, il francese Rami e il giapponese Honda. Quest’ultimo ha ricevuto l’encomio di Adriani Galliani, che ai microfoni di Sky ne ha sottolineato l’umiltà e il desiderio di allenarsi fin da subito con il gruppo. Honda giocherà sulla trequarti insieme a Kaka, ex compagno di squadra del neo tecnico, che a distanza di qualche anno dall’ultima Champion’s league vinta insieme ne rimarca le doti in campo e fuori. Davanti a loro il “top player” è lui, Mario Balotelli, un talento raro, ma con un carattere che spesso nelle cronache prevale sui meriti sportivi. Seedorf, con il suo carisma, per quanto alla prima esperienza come allenatore, potrebbe essere l’uomo giusto per aiutare lui e il Milan a superare certi limiti.
In difesa, a parte l’innesto di Ramì, stranamente ancora inutilizzato da Allegri, non dovrebbero esserci grossi cambiamenti, mentre a centrocampo verrà riproposto Riccardo Montolivo nel ruolo di regista basso davanti la difesa, come già visto tre anni fa.
Seedorf ha mostrato di gradire anche uno schema più offensivo, il 4-2-3-1 adoperato dal Napoli di Benitez, con Balotelli unica punta, tre mezze punte (in questo caso Robinho, Kaka e Honda) ad agire sulla trequarti, e Montolivo e De Jong in mediana. L’assenza di El Sharawy, del lungodegente Birsa e il contemporaneo forfait di Pazzini – ennesimo infortunio per lui – gli mettono i bastoni fra le ruote per questa possibile soluzione, ma non è da escludere che “Meitre chocolatier” possa ugualmente proporla.

Le zone alte della classifica sembrano ormai un miraggio, ma è bene ricordare che il Milan è l’unica squadra italiana ancora in corsa per la champion’s league. Le avversarie di Liga, Premier e Bundesliga sembrano essere di un altro pianeta, ma sperare non costa niente.

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