Il primato dell’Italia in Europa? Quello dei detenuti per droga

By | 14 marzo 2017
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L’Italia segna troppi record negativi, nel mondo, come quello dei carcerati per droga. Secondo lo studio ‘Space’, che dal 2000 esamina la situazione del sistema penitenziario delle 47 nazioni del Consiglio d’Europa, le carceri italiane sono pieni di soggetti che hanno commesso reati legati al mondo della droga. Nel 2015, un terzo dei detenuti nei penitenziari italiani aveva commesso reati connessi collegati alle sostanze stupefacenti. In nessun altro Paese europeo si ravvisa un dato del genere.

Il sovraffollamento delle carceri

Dalla ricerca ‘Space’ è emerso che, in Europa, è calato il numero dei detenuti ma, in certe nazioni, permane la problematica del sovraffollamento delle prigioni. L’Italia è uno dei Paesi in cui sussiste tale criticità. Il dossier sulle carceri europee è stato presentato nelle ultime ore dal Consiglio d’Europa. Ci sono nazioni dove il sovraffollamento nelle prigioni ha raggiunto livelli esorbitanti, addirittura superiori a quelli italiani. Male, ad esempio, in Spagna, Francia, Portogallo e Albania. Il Belpaese, inoltre, si trova nel gruppo di Paesi con maggior numero di detenuti in attesa di una sentenza definitiva. Quello che emerge dallo studio ‘Space’ comprova le informazioni presenti nel VII Libro Bianco sulle droghe, mostrato l’anno scorso alla Camera dei deputati. Nel Libro si legge che, in Italia, una persona su 4 entra in carcere perché accusata o condannata per produzione, vendita o detenzione di sostanze stupefacenti illecite.

Le politiche antidroga vanno riviste

Tanta gente, nel Belpaese, finisce in prigione per droga. Ciò deve far riflettere sulla normativa antidroga e sulla necessità di rivederla perché, se si continuerà così, le carceri italiani finiranno letteralmente per ‘scoppiare’. La politica antidroga, dunque, rappresenta un vero strumento per agire sul problema del sovraffollamento delle carceri. E’ chiaro che, se viene inasprita la legislazione sulla produzione, detenzione e spaccio di stupefacenti, le carceri tendono ad affollarsi paurosamente. Che fare, allora? Garantire l’impunità agli spacciatori? Certamente no. E’ compito del legislatore trovare una soluzione equa, visto che viene remunerato profumatamente dai cittadini. Il VII Libro Bianco offre anche uno spaccato sul rapporto tra giovani e droghe. Nel 2015, un terzo dei ragazzi italiani ha confessato di aver assunto almeno una sostanza proibita. Ciò è molto preoccupante, anche perché il rischio di finire nel tunnel della dipendenza è alto. Le droghe più diffuse sono cannabis, cocaina e allucinogeni. Il consumo di eroina, invece, è molto calato rispetto al passato. Sembra, inoltre, che una parte dei ragazzi che assumono droghe sia ignara della natura e degli effetti delle sostanze che assume. Tale atteggiamento è altamente pericoloso.

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