Imbianchino italiano diventa insegnante in Polonia: la parabola di Diego Mulfari

By | 8 aprile 2018

diego-mulfari-imbianchino-insegnante-cracoviaIn Italia manca il lavoro. Questo è assodato. Sono in difficoltà sia i giovani che i meno giovani. Anni fa aveva dovuto affrontare una miriade di problemi anche Diego Mulfari, un 33enne di Besana. L’azienda di famiglia era in crisi come tante piccole ditte italiane di piccole e medie dimensioni. Diego aveva preso le redini della ditta di famiglia. Era diventato un imbianchino 2.0 perché aveva iniziato a contattare i clienti soprattutto grazie a internet.

La crisi del 2008

La crisi scoppiata 10 anni fa aveva rischiato di far fallire l’azienda di Diego Mulfari. Questo però non si era demoralizzato e grazie alla potenza della Rete aveva fatto ‘risorgere’ la ditta di famiglia. Il caso dell’imbianchino 2.0 era anche balzato agli onori delle cronache. Nonostante le innumerevoli collaborazioni con big del settore e i tanti riconoscimenti ottenuti, Diego Mulfari non è riuscito a vincere in Italia. La sua azienda ha subito un nuovo crollo e, alla fine, ha deciso di emigrare. Destinazione Polonia.

In Polonia per una vita dignitosa

Come tanti italiani, Diego è stato costretto a lasciare il suo Paese per trovare una vita dignitosa. ‘Purtroppo la percezione e i budget delle piccole aziende, oltre che la pressione fiscale, non permettevano a un giovane freelance come me di vivere dignitosamente in Italia. Inoltre, entrare nelle multinazionali dalla porta principale (in Italia) era per me quasi impossibile. Concorrenza altissima e pochi posti disponibili. Ho trovato una terza via. Lavoro per Accenture come castomer care (assistente alla clientela) qui a Cracovia’, dice Diego, che oggi ha 33 anni.

Da imbianchino in Italia a insegnante d’italiano in Polonia il passo è breve. Mulfari ha affermato che l’intuizione gli è venuta diversi mesi fa ‘girovagando per siti web di annunci locali (come gumtree.pl o olx.pl) mi sono imbattuto in alcuni insegnanti italiani che si proponevano come tutor linguistici qui a Cracovia. L’italiano è infatti, a sorpresa, una lingua molto richiesta in Polonia per due motivi: il primo è che attraverso questa lingua è possibile trovare lavoro in una multinazionale e percepire un bonus linguistico. Il secondo è che qui a Cracovia ci sono numerosi ristoranti e locali italiani: i polacchi vanno matti per la nostra cucina e la nostra cultura’.

Diego non guadagna grandi cifre ma è soddisfatto

La Polonia per conoscere meglio un’altra nazione, interagire con altra gente, apprendere un’altra cultura e, perché no, guadagnare quello che in Italia era impossibile racimolare. ‘Non grandi cifre, ma va bene così. Per ora le lezioni che ho fatto sono state con polacchi residenti qui a Cracovia. Ci siamo visti in uno Starbucks e abbiamo iniziato a conversare in lingua italiana e a fare esercizi di ascolto e grammatica. Erano tutti professionisti con la passione per la nostra cucina e la nostra cultura. Ho poi effettuato una lezione con una ragazza polacca residente a Varsavia, attraverso la piattaforma Skype. Grazie alle nuove tecnologie è infatti possibile abbattere i limiti spaziali e aprirsi al mercato nazionale, europeo e perché no, mondiale’, dichiara l’emigrato italiano.

Sfruttare le proprie competenze all’estero

Diego, una volta arrivato a Cracovia, si è posto alcune domande, si è interrogato sulle sue competenze e alla fine si è reso conto che a volte la soluzione è molto vicina ma non viene presa al volo: ‘Ho deciso allora di aprire italianlanguage.expert e iniziare a registrarmi su portali come preply.com’.

Dal momento che Diego non è ancora molto ferrato in polacco, fa leva sulla lingua inglese, che in Polonia è molto diffusa e parlata benissimo. ‘Con gli studenti di livello intermedio e avanzato parlo ovviamente in italiano, cercando di rielaborare concetti difficili in maniera più comprensibile. Cerco però di abituare tutti fin da subito al suono della lingua italiana. Ad abituare l’orecchio’.

Non possiamo che augurare a Diego un percorso fecondo in Polonia. Anche lui, a suo modo, sta esportando un po’ d’Italia.

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