Impiccato a Roma, shock a Piazzale del Verano: chi è il suicida?

By | 13 marzo 2018

impiccato-verano-etiopeShock stamane a Piazzale del Verano, zona centrale di Roma. Erano le 6.40 quando un passante ha chiamato le forze dell’ordine per segnalare la presenza di un uomo impiccato a un albero.  Immediatamente sono arrivati gli uomini del Nucleo radiomobile dei carabinieri ed i colleghi della stazione di San Lorenzo. In base a una prima ricostruzione, il suicida era privo di documenti ma gli investigatori sono riusciti a scoprire che era originario dell’Etiopia ed aveva 24 anni.

Movente del suicidio è ignoto

Suicidio a Roma. A dire addio a questa vita, di recente, è stato un giovane etiope. Secondo gli inquirenti, il ragazzo era senza fissa dimora e trascorreva le sue giornate nei luoghi prossimi a Piazzale del Verano, dove si è suicidato. Non si conoscono i motivi che hanno portato l’etiope a togliersi la vita. Il magistrato di turno ha già disposto l’esame post-mortem sul corpo del rifugiato. Attualmente, riguardo al movente del suicidio, gli investigatori non escludono nessuna ipotesi.

A Roma, così come in altre città italiane, vivono molti etiopi, ovvero persone provenienti da una nazione minata da carestie, sofferenze e lotte interne. In Etiopa il rispetto dei diritti umani è un concetto astruso. Lo aveva ricordato, 2 anni fa, durante le Olimpiadi di Rio, l’atleta Feyisa Lilesa: aveva conquistato la linea d’arrivo incrociando i polsi sulla testa per rappresentare le manette. Lilesa aveva riferito ai giornalisti, successivamente alla finale: ‘La mia famiglia è in prigione e se si parla di diritti si viene uccisi. Se torno in Etiopia, forse mi uccideranno. Se non mi uccideranno, mi metteranno in prigione’.

Fuggito da un Paese pieno di dolore e conflitti interni

Il 24enne etiope che si è suicidato nelle ultime ore a Roma era scappato da un Paese ‘difficile’, pieno di sofferenze e crudeltà. Forse anche lui aveva lasciato parenti e amici per migliorare la sua vita, per trovare un’esistenza dignitosa. Purtroppo l’Italia non è riuscita ad offrirgliela. Se fosse rimasto in Etiopia, forse qualcuno l’avrebbe ucciso, o forse sarebbe stato sopraffatto dalla malnutrizione. Perché quel ragazzo ha deciso di farla finita? Perché si è impiccato a un albero di Piazzale del Verano?

Faceva parte del popolo degli oromo? Chissà? L’impiccato apparteneva probabilmente al gruppo etnico più copioso dell’Etiopia, che conta oltre 30 milioni di persone. Un gruppo che manifesta continuamente, dal 2016, da quando cioè il Governo di Addis Abeba ha proposto l’Integrated Development Master Plan, un progetto che tende ad aumentare l’industrializzazione della capitale etiope, espropriando tanti appezzamenti di terreno nella regione di Oromia. Il progetto, alla fine, è stato acquartierato ma le proteste di molti abitanti sono proseguite per reclamare la liberazione di tanti prigionieri politici e ottenere importanti riforme sul versante politico.

La preoccupazione dell’Onu

Sia l’Onu che Amnesty International sono preoccupate per la situazione in Etiopia. Tante persone lasciano tale nazione, diventata invivibile. Le Nazioni Unite avrebbero voluto inviare altri osservatori nella nazione ma il Governo di Addis Abeba si è opposto, affermando che non sono necessarie ‘nuove presenze straniere dal momento che l’Onu ha un cospicuo numero di caschi blu in Etiopia’.

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