Cronaca

Incendio in fabbrica di detersivi: vigile del fuoco ucciso dal tetto

incendio-pompiere-morte-milanoUn incendio in una fabbrica di detersivi a San Donato Milanese è costato la vita a un vigile del fuoco. Pinuccio La Vigna, 49enne originario di Campobasso era accorso sul luogo del rogo insieme ai colleghi per domare le fiamme. Una parte di tetto, però, si è staccata e l’ha travolto. La Vigna è deceduto la notte scorsa. Un’altra vittima del lavoro. E’ mai possibile che nel 2018 si debba ancora morire mentre si lavora?

Autopompa della vittima era arrivata prima di tutti

Nel giro di pochi minuti, ieri, le fiamme avevano devastato la sede della Rykem Srl, azienda che vende detersivi e prodotti professionali per la pulizia. I pompieri sono arrivati subito ma uno di essi è stato schiacciato dal peso di un pezzo di tetto. La Vigna era un volontario del divisione di Pieve Emanuele, in provincia di Milano. Il pompiere è stato sfortunato, trovandosi nel posto sbagliato nel momento sbagliato. L’autopompa di La Vigna era stata la prima ad arrivare sul luogo dell’incendio.

Mentre il 49enne e gli altri vigili del fuoco domavano l’incendio, una parte del tetto ha ceduto ed è finita proprio su Pinuccio. I compagni, attoniti, lo hanno immediatamente estratto dai detriti e gli hanno tolto la bombola, il respiratore e il casco. Gli altri pompieri si sono resi conto della gravità delle condizioni dell’uomo e nemmeno il tempestivo intervento degli operatori del 118 è stato provvidenziale. La Vigna è deceduto sul colpo.

L’ultima vittima sul lavoro

L’attrezzatura di Pinuccio La Vigna, il vigile eroe, si trova ancora sul marciapiedi antistante alla fabbrica andata a fuoco. I colleghi del 49enne sono addolorati e in lacrime. A consolarli, nelle ultime ore, è stato Dante Pellicano, comandante regionale dei vigili del fuoco, anche lui arrivato sul luogo dell’incendio. Il pompiere originario di Campobasso morto a San Donato Milanese è l’ultima vittima sul lavoro di un lungo elenco. Eppure l’Inail aveva reso noto che dal 2000 al 2016 il numero dei decessi sul lavoro era calato del 50%. Tra il 2017 e il 2018, purtroppo, si è registrato un picco di morti sul lavoro. Rischiano di più gli extracomunitari.

Non si conoscono ancora la causa dell’incendio scoppiato nella ditta specializzata nella vendita di detersivi e prodotti professionali per la pulizia. I carabinieri continuano senza soste a svolgere gli accertamenti.

I vigili del fuoco sanno bene che svolgono un mestiere rischioso. Lo sapevano anche Pinuccio La Vigna e Gianluca Latini. Quest’ultimo, 47 anni, era morto 4 anni fa mentre cercava di domare un incendio, insieme ai colleghi, in un deposito abbandonato in via Honorati a Marina di Montemarciano. Il caposquadra era stato la prima persona a capire che Gianluca non stava bene. Lo aveva preso tra le braccia e portato fuori dal capannone. Poi il 47enne si era accasciato, forse per un arresto cardiaco. Un collega di Latini aveva raccontato che la bombola di Gianluca si era messa a fischiare. Quando la bombola fischia l’aria sta per finire.

E’ probabile che Gianluca abbia tentato di uscire perché, effettivamente, nella sua bombola non c’era più aria; o forse si stava sentendo male. Il pompiere barcollava e, una volta uscito dal capannone, non aveva avuto il tempo di proferire una parola, cadendo per terra. Il suo cuore non batteva più.

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