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Influenza Aviaria H7N9, esiste rischio epidemia?

Si torna a parlare di H7N9, l’influenza aviaria

Come ogni anno, più o meno in questo periodo, iniziamo a sentir parlare di Influenza Aviaria, virus H7N9, vaccini, mortalità, pandemie, annessi e connessi.
Sul virus H7N9 tre sono le domande più frequenti:
– Si trasmette facilmente all’uomo?
– Quali sono le conseguenze del contagio?
– Il contagio nella popolazione avviene in maniera rapida?

Tanto per cominciare, specifichiamo che L’influenza da H7N9 è tipicamente limitata ai volatili e al pollame. Tuttavia, nel marzo 2013 essa ha colpito 132 persone causando 44 decessi. Lo stesso dicasi per un altro virus dell’influenza aviaria, l’H5N1, che nel 1997 dal pollame ha iniziato a diffondersi sull’uomo, determinando ancora oggi un ingente numero di contagi in Africa e Asia Orientale.

Ma come, non abbiamo appena detto che il virus dell’Aviaria è confinato agli uccelli?

Di fatto è così che dovrebbe essere, ma i virus dell’Aviaria, per quanto possa apparire paradossale, hanno un proprio istinto di sopravvivenza che li spinge, in casi remoti, ad adattarsi ad un ospite umano. Quando questo si verifica, il nostro sistema immunitario non è specificatamente attrezzato a combatterli e le conseguenze di un contagio possono quindi risultare gravi.

i virus influenzali trasmissibili all’uomo sono quelli della famiglia Orthomyxoviridae. I patogeni dell’influenza aviaria appartengono al genere A, distinguibili in H e N con relativi sottotipi.

l’emoagglutinina(HA) e la neuraminidasi(NA) sono le due proteine che mutando definiscono il sottotipo dell’influenza aviaria, nel nostro caso l’H7N9. Tutte le volte che un agente patogeno si insinua nel nostro organismo, i recettori dei leucociti riconoscono tali proteine e possono attuare la corretta risposta immunitaria. Tuttavia l’evoluzione ha reso i virus sempre più efficienti, fino a rendersi irriconoscibili al sistema immunitario. Per questo motivo, quando l’influenza aviaria colpisce l’essere umano, i sintomi si manifestano in maniera più violenta rispetto all’influenza comune.

L’H7N9 si attacca principalmente alle vie respiratorie. I sintomi con cui fa il suo esordio sono quelli dell’influenza stagionale, febbre, tosse, mialgia, a cui si aggiungono difficoltà respiratorie più o meno accentuate.
Le complicazioni sono però frequenti fra gli anziani o nei soggetti con uno storico di malattie polmonari; esse consistono in polmoniti, disfunzioni epatiche o renali, rabdomiolisi, shock settico.

Allo stato attuale delle cose, l’influenza aviaria viene trattata con gli stessi farmaci dell’influenza stagionale comune, due inibitori delle neuraminidasi: lo Zanamivir e Oseltamivir, che purtroppo non sono sempre efficaci. La GLEWS in ogni caso sostiene che per adesso il rischio di pandemie non sussista.

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