Inquinamento uccide capodoglio: 29 kg di plastica nello stomaco

By | 11 aprile 2018

capodoglio-morto-plastica-spagnaL’attività umana sta provocando danno veramente ingenti all’ambiente e agli animali. E’ il caso di assumere atteggiamenti virtuosi e non essere egoisti perché, a un certo punto, tutto non sarà più come prima. Un capodoglio, lo scorso febbraio, è stato trovato morto sulla costa meridionale della Spagna. L’animale sarebbe stato ucciso dall’inquinamento. Gli esperti hanno rinvenuto 29 kg di plastica nel suo stomaco.

Mari pieni di plastica

I mari e gli oceani, così come i fiumi e tutti gli altro corsi d’acqua ormai sono pieni di plastica. A farne le spese sono in primis gli animali e i vegetali. Il capodoglio spiaggiato in Spagna aveva un ingente quantitativo di plastico nel suo stomaco.

Gli esperti hanno trovato frammenti di reti, corde, una tanica e sacchetti di plastica. L’animale (un esemplare maschio) era finito su una spiaggia a Cabo de Palos (Murcia).

Gli studiosi del Centro di recupero della fauna selvatica di El Valle, dopo un attento esami dei resti trovati nello stomaco del capodoglio hanno concluso che la morte è stata dovuta al blocco dell’apparato digerente. In poche parole l’animale non riusciva più a digerire per la plastica che aveva ingerito.

Gli esperti ritengono che il capodoglio sia stato colpito da una peritonite (infezione dell’addome) che nel giro di poco tempo ha causato il decesso.

Plastica negli oceani grave minaccia

Lo sconcertante ritrovamento sulla spiaggia spagnola ha portato il Ministero regionale della Cultura, del Turismo e dell’Ambiente a promuovere una campagna di sensibilizzazione sui rischi derivanti dai rifiuti marini per la fauna selvatica.

Consuelo Rosauro, direttore generale dell’ambiente naturale nel Governo della Murcia, ha detto: ‘La presenza di plastica nei mari e negli oceani è una delle maggiori minacce alla conservazione della fauna selvatica in tutto il mondo, dal momento che molti animali sono intrappolati nella spazzatura o ingeriscono grandi quantità di plastica che finiscono per causare la loro morte’.

‘La regione di Murcia non è estranea a questo problema, che dobbiamo affrontare attraverso azioni di pulizia e, soprattutto, la consapevolezza dei cittadini’, ha aggiunto Rosauro.

Quantità di plastica negli oceani del mondo triplicherà entro 10 anni

In un recente rapporto per il Governo britannico si legge che la quantità di plastica negli oceani del mondo triplicherà entro 10 anni. Vari scienziati non conoscono ancora bene i danni che possono provocare le plastiche presenti nei corsi d’acqua agli ecosistemi marini. Ci sono video e immagini, comunque, che mostrano animali intenti a mangiare plastica.

Tante balene sono state trovate con lo stomaco pieno di plastica. Uno studio pubblicato a febbraio ha dimostrato che le microplastiche, ossia piccoli frammenti di plastica, rappresentano una ‘grande minaccia’ anche per gli squali e le balene.

Blue Planet II ha cercato e cerca costantemente di sensibilizzare la popolazione mondiale sui pericoli derivanti dalla plastica in acqua, diffondendo video tristi e sconcertanti, che mostrano balene morenti a causa dell’esposizione alla plastica.

Un dossier del Centro per le scienze dell’ambiente, della pesca e dell’acquacoltura (Cefas) ha evidenziato un calo di sacchi di plastica nelle acque del Regno Unito. Risultato importante derivante dalla maggiore consapevolezza della gente riguardo alla problematica. Nel Regno Unito sono state adottate tante misure per contrastare i rifiuti di plastica.

‘È incoraggiante vedere che gli sforzi di tutta la società, se il pubblico, l’industria, le ONG o il governo riducano i sacchetti di plastica, stanno avendo un effetto’, chiosa il dott. Thomas Maes, esperto di rifiuti marini.

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