Insegnante picchiata da alunno che usava cellulare in classe

By | 5 ottobre 2017

Cagliari, insegnante rimprovera alunno: picchiataE’ sempre più difficile, al giorno d’oggi, svolgere la professione d’insegnante. Lo testimoniano episodi come quelli avvenuti nelle ultime ore in un istituto alberghiero di Monserrato, in provincia di Cagliari. I carabinieri sono stati chiamati ben due volte, nel giro di poche ore, per circostanze decisamente incresciose. Inizialmente, due ragazzi, di 13 e 14 anni, si erano messi a litigare e picchiarsi davanti alla struttura scolastica; poi un alunno ha picchiato la sua insegnante. Episodi sconcertanti, che fanno riflettere sulla mancanza di valori in certi in contesti familiari perché, diciamocela tutta, un ragazzo ben educato dai genitori non si sognerebbe mai di malmenare un professore. Mattinata agitata, dunque, nell’istituto alberghiero sardo. Secondo quanto riportato da alcuni giornali locali, due ragazzi se le stavano dando di santa ragione davanti alla scuola. I professori, allora, sono stati costretti a chiamare le forze dell’ordine. I militari hanno prontamente sedato la rissa e sono tornati in caserma. A distanza di poche ore, sono dovuti intervenire nuovamente, sempre nella stessa scuola, ma per un motivo diverso: uno studente aveva aggredito la prof.

Pugno in pieno volto all’insegnante

Stava usando il cellulare in classe, pur cosciente della scorrettezza del suo atteggiamento. L’insegnante lo ha rimproverato, invitandolo a metter via il telefonino, ma è stata assalita dallo studente ribelle. Scene da film nella struttura scolastica in provincia di Cagliari. Protagonista di quest’ultimo episodio è un 14enne, certamente privo di certi valori, almeno quelli basilari, come il rispetto del prossimo.

Quando la prof gli ha detto di mettere via quel cellulare, lo studente le ha sferrato un pugno in pieno volto, facendola cadere per terra. La scena è avvenuta sotto gli occhi degli altri alunni, allibiti e intimoriti. La donna è stata subito portata via dagli operatori sanitari. Sul posto, insieme al personale sanitari, sono accorsi anche i carabinieri. Ancora una volta. I militari stanno svolgendo gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’episodio.

Beatrice Pisu, presidente dell’istituto alberghiero di Monserrato, ha dichiarato ai microfoni dell’Ansa: ‘Nel nostro istituto non erano mai avvenuti episodi di tale gravità, abbiamo convocato gli organi collegiali per prendere i dovuti provvedimenti. La nostra è sempre stata una scuola tranquilla’. Al di là delle parole della dirigente scolastica sarda, è indubbio che il caso riaprirà il dibattito sull’uso del cellulare in classe. Lo studente, probabilmente, si è sentito mortificato quando la prof lo ha redarguito davanti a tutti ed ha reagito in modo violento. Una reazione, comunque, ingiustificabile.

Il dibattito sull’uso dei cellulari in classe

Cellulari a scuola sì o no? Ovviamente, l’uso dei telefonini in classe è caldeggiato dagli studenti, che auspicano una normativa favorevole in tal senso. Lo scorso mese, la stessa Valeria Fedeli, ministra dell’Istruzione, aveva aperto alla possibilità dell’utilizzo degli smartphone in classe, anche se a certe condizioni.

La ministra dell’Istruzione, insomma, vuole accantonare la circolare dell’ex ministro Fioroni che vietava l’utilizzo del telefonino in classe. Una circolare molto discussa, secondo cui ‘è del tutto evidente che il divieto di utilizzo del cellulare durante le ore di lezione risponda a una generale norma di correttezza che, peraltro, trova una sua codificazione formale nei doveri indicati nello Statuto delle studentesse e degli studenti’. Fioroni sosteneva che il telefonino in classe rappresenta non solo una fonte di distrazione per chi lo usa e per gli altri studenti, ma anche una mancanza di rispetto per l’insegnante.

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