Cronaca

Insegnava il Corano ai bambini: bastonate agli impreparati

insegnante-Corano-bastonate-bambiniUna bengalese 33enne aveva deciso di insegnare il Corano e l’arabo ai bimbi in un locale della sua abitazione, a Maniago (Pordenone), ma il suo metodo educativo era, per usare un eufemismo, alquanto rigido. In poche parole, l’insegnante colpiva con un bastone di legno i ragazzini impreparati. La storia è balzata agli onori delle cronache grazie alla denuncia dei genitori di un bimbo. Adesso la bengalese è stata denunciata dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Pordenone. I militari avevano svolto innumerevoli indagini insieme ai colleghi del Ros. I reati contestati all’insegnante di arabo e Corano sono esercizio abusivo della professione e maltrattamento di minori.

Casa trasformata in una scuola

Aveva adibito una camera della sua casa a scuola di Corano e arabo. A far riflettere ed allibire è anche la cospicua presenza di bimbi nella ‘scuola’. La donna originaria del Bangladesh usava metodi educativi antiquati e severi, bastonando i piccoli poco preparati. Il gip del tribunale di Pordenone ha sottoposto, al termine delle indagini, l’insegnante alle misure del divieto di espatrio e dell’obbligo della presentazione alla Polizia giudiziaria. Gli accertamenti sono stati coordinati da Raffaele Tito, procuratore della Repubblica di Pordenone.

Dalle indagini svolte dai carabinieri è emerso che la scuola clandestina di Corano e arabo era frequentata da bambini tra i 3 e i 10 anni, tutti originari del Bangladesh. Prima di irrompere nell’abitazione della 33enne, i carabinieri avevano installato numerose telecamere e visionato i filmati ritraenti le percosse subite dagli allievi impreparati.

Lezioni interrotte

Andrea Carli, sindaco di Maniago, sconcertato e dispiaciuto per l’accaduto, ha immediatamente imposto, mediante un’ordinanza, l’interruzione di qualsiasi attività d’insegnamento nella casa sia per l’assenza di titoli che abilitano all’insegnamento che per le gravi carenze igienico-sanitarie e l’assenza di autorizzazioni amministrative.

Gente che dice di rispettare il Corano, di difendere la legge di Dio, e poi, trasgredisce tutto nei fatti. E’ successo ancora. La 33enne di Maniago ha più volte assunto un atteggiamento brutale verso i piccoli a cui doveva insegnare il Corano e l’arabo. Un comportamento simile l’aveva assunto anche un 31enne, anche lui bengalese e musulmano, che ora è in carcere. La 33enne picchiava i bambini; il 31enne la moglie. Quest’ultima aveva deciso di iscriversi all’università ma il marito non aveva condiviso la sua scelta, diventando brutale.

Corano: chi maltratta una donna è un ‘infame’

Ma nel Corano non c’è scritto che ‘le donne sono sorelle degli uomini, non le onora che un generoso e non le maltratta che un infame’? Allora perché, spesso e volentieri, le donne islamiche vengono maltrattate dai mariti o componenti delle loro famiglie? Adesso auspichiamo solo che la donna musulmana che vive in Italia possa iscriversi all’Università e che i bimbi di Maniago possano vivere serenamente. La donna islamica ha avuto il coraggio di denunciare il marito violento, così come hanno denunciato gli abusi i genitori di un bimbo che frequentava la ‘scuola’ di Corano e arabo. In questi casi non bisogna mai restare in silenzio. La denuncia è fondamentale.

L’uomo che picchiava la moglie, perché non voleva che si iscrivesse all’università, per il Corano è semplicemente un ‘infame’. E la signora che ha bastonato i bimbi impreparati come la vogliamo definire? A voi la parola.

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