Insegnavano con diplomi falsi: imbrogli alle spalle degli onesti

By | 8 novembre 2017

Cosenza, insegnavano con titoli falsiAvrebbero insegnato per molto tempo senza titoli, abilitazioni e capacità. Eppure il concorso pubblico lo avevano vinto. Grazie ai diplomi falsi, molti soggetti hanno svolto indebitamente il mestiere di insegnante in alcune scuole calabresi. Adesso sono indagati, a Cosenza, 33 insegnanti. Dovranno rispondere di falsità ideologica e falsità materiale in atto pubblico. La Procura ha accertato la presenza di un vero business della falsificazione di attestati in tutt’Italia. I militari, coordinati dalla Procura di Cosenza, hanno scoperto che certi titoli erano stati rilasciati successivamente alla chiusura della struttura dove erano stati ottenuti. Documenti falsi per insegnare nelle scuole primarie e dell’infanzia. E’ già stata disposta la sospensione per diversi insegnanti. Sequestrati, inoltre, 13 diplomi artefatti di istituto magistrale e 22 di specializzazione per l’insegnamento di sostegno.

Situazione di indubbia gravità

Il procuratore Spagnuolo, a capo delle indagini, ha scritto in un comunicato: ‘Le risultanze dell’indagine hanno portato alla luce una situazione di indubbia gravità ove si consideri che fino ad oggi gli indagati hanno svolto attività di insegnamento in assenza dei titoli necessari, dei requisiti richiesti e della formazione adeguata’. Gli accertamenti vanno avanti in altre zone d’Italia perché è probabile che altre persone stiano insegnando in virtù di diplomi falsi.

Atteggiamento decisamente riprovevole quello di tante persone che hanno insegnato con diplomi falsi. I carabinieri di Cosenza hanno scoperto che, mediante l’espediente truffaldino, gli insegnanti in possesso dei titoli falsi, avevano trovato lavoro nelle scuole dislocate in tutto il Paese; alcuni perfino in Calabria. Tutto ciò a detrimento degli insegnanti che avevano conseguito i diplomi in maniera lecita.

I nomi degli indagati

Ecco i nomi dei soggetti che attualmente risultano indagati: Arabia Laura, Angelina Anna, Battaglia Emanuela, Benvenuto Alessandra, Biondino Luciano, Biancamano Lorella, Blefari Elena, Brogno Pietro, Caputo Rita Liberata, Esposito Vincenzina, Esposito Alessandro, Fortino Caterina, Fasanella Catia, Fiorito Antonella, Fortino Loredana, Fuoco Francesca, Fuoco Romeo, Gallo Tania Agata, Gilberto Annunziato, Gilberti Concetta, Liotino Pasqua Maria, Palumbo Riccardo, Paolicelli Gino, Pecora Adelina, Pirillo Giuseppina, Perri Cinzia, Politano Carolina, Politano Rosina, Vena Carmela, Turco Giovanna, Scarcello Anna Idia, Straface Stefania e Torchiaro Laura.

La storia è venuta alla ribalta perché il nuovo funzionario del Provveditorato scolastico, nel corso di accertamenti meticolosi, aveva riscontrato anomalie nella documentazione relativa alle graduatorie degli insegnanti autorizzati all’insegnamento agli alunni portatori di handicap. Molti titoli presentavano irregolarità; insomma erano falsi. Il funzionario, allora, aveva subito segnalato la vicenda alla Procura della Repubblica.

Giuseppe Pezzoni non si stupirebbe

Il caso non stupisce nell’Italia di corrotti, corruttori e truffaldini. Un paio di anni fa aveva destato scalpore il caso del sindaco di Treviglio (Bergamo) Giuseppe Pezzoni. Visionando il suo curriculum online, si scopriva che aveva conseguito la laurea in lettere ed era titolare dell’abilitazione A052 (materie letterarie, latino e greco nei licei classici). L’uomo aveva anche insegnato per molti anni, ma in realtà non era laureato.

Pezzoni, messo alle strette, aveva deciso di confessare: ‘Nel 2001 ho dichiarato alla scuola di aver discusso la tesi di laurea quando così non è stato. La tesi è rimasta nel computer, così come il titolo di dottore. Ma ho fatto il prof con tutta la passione che già avevo iniziato a metterci quando mi chiesero di fare una supplenza e poi quando mi è stata data una possibilità di proseguire’.

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