Iracheno Stupra Bimbo in Piscina Viennese: “Ero disperato”

By | 8 febbraio 2016

Profugo Violenta Bimbi in Piscina ViennaChoc a Vienna, in Austria, dove un profugo ventenne non è riuscito a contenere i suoi impulsi e quando ha visto un bimbo di 10 anni in una piscina l’ha stuprato

 

Il piccolo ha subito raccontato l’abuso subito al bagnino ed è stato subito portato in ospedale per lo choc subito e le ferite riportate. Il profugo è stato subito fermato. Agli inquirenti avrebbe raccontato di non aver mai violentato nessuno, sottolineando che lo stupro in piscina sarebbe stato effetto del suo “stato di emergenza sessuale”:

“Ho dovuto scaricare l’energia sessuale accumulata. Non ho mai fatto una cosa del genere. Ho una moglie e una figlia in Iraq, ma ero disperato”.

Una giustificazione aberrante, disgustosa, inaccettabile così come il reato commesso. Auspichiamo che la giustizia austriaca faccia il suo corso presto, poiché il bimbo austriaco ha riportato un serio squilibrio psichico e danni fisici. L’iracheno  non può restare impunito, anche perché ha profittato dell’accoglienza dell’Austria, che gli aveva offerto anche un lavoro: faceva il tassista.

L’episodio è avvenuto lo scorso dicembre ma solo ora è balzato agli onori della cronaca per non fomentare i numerosi gruppi xenofobi austriaci. Il bimbo è stato violentato negli spogliatoi della piscina. Pare che l’iracheno, dopo lo stupro, abbia lasciato il piccolo steso per terra e sia tornato a nuotare con i suoi amici profughi, come se non fosse accaduto nulla. Vergogna!

Vero è che, ora, la vicenda alimenterà ulteriormente la rabbia e l’ostilità degli austriaci nei confronti dei profughi che, negli ultimi mesi, arrivano dai Balcani. Tempo fa l’Austria ha proposto la sospensione di Schengen e la chiusura delle frontiere per bloccare i flussi di profughi.

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Quello accaduto nella piscina di Vienna è un episodio che fa rabbrividire e testimonia che tra i profughi, purtroppo, ci sono molti delinquenti. Le forze dell’ordine dei Paesi ospitanti, dunque, devono controllare costantemente i soggetti che arrivano da Iraq, Siria ed altre nazioni per evitare che venga lesa l’incolumità dei cittadini.

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