Irruzione fascista in chiesa ligure: ‘A noi viva il duce’

By | 11 ottobre 2017

Fascisti in parrocchia: saluto romano durante la messaRaid nostalgico nella chiesa di Santo Stefano a Casella in provincia di Genova. Una ventina di persone, durante la messa, sono entrate col braccio proteso in avanti ed hanno iniziato ad osannare Benito Mussolini. L’episodio risale a sabato scorso. Nella chiesa c’erano molte persone quando i ‘camerati’ avevano iniziato ad inneggiare al Duce. In particolare, marito e moglie si erano messi seduti vicino all’altare ed avevano urlato, per tre volte, ‘a noi viva il duce’. Il sacerdote e i fedeli sono rimasti attoniti. La vicenda ha destato scalpore nel piccolo paese ligure, e non solo. I fascisti, appartenenti al movimento di estrema destra Fiamma nazionale-Rsi, hanno confermato il raid nostalgico anche ai microfoni del Secolo XIX. Tale incursione è stata dovuta all’atteggiamento del parroco, che avrebbe rimproverato i militanti di estrema destra per aver lasciato attaccata a una finestra della parrocchia una bandiera con la Fiamma. Il parroco aveva concesso il locale ai nostalgici per una festa. Ad accorgersi di quella bandiera erano stati proprio alcuni fedeli; poi è arrivato il rimbrotto del parroco.

Claudia Ferrando umiliata dal parroco

Agli estremisti di destra liguri non è piaciuta molto la paternale del parroco di Santo Stefano a Casella, dovuta alla bandiera con la Fiamma e, a modo loro, si sono voluti vendicare. Quella bandiera, a detta di una delle militanti di estrema destra, Claudia Ferrando, era stata messa sulla finestra per scattare alcune foto durante il party. ‘Quando sono entrata in chiesa per seguire anch’io la messa, il parroco mi ha aggredita davanti a tutti, mi ha umiliata’, ha aggiunto la Ferrando.

Don Stefano, il parroco, ha affermato di aver chiesto di togliere il simbolo fascista dalla finestra della parrocchia con un tono energico perché credeva che quella festa fosse per una bimba, non certo per un militante di estrema destra.

Emilio Hromin, marito della Ferrando, ha spiegato: ‘Forse ci siamo lasciati troppo andare, noi volevamo solo festeggiare il compleanno di un camerata’.

Sindaco su tutte le furie

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La vicenda ha fatto indignare il primo cittadino di Santo Stefano a Casella, che si dice pronto ad adire le vie legali per castigare gli autori  di un gesto ignobile: ‘Credo di poter dire a nome di tutti che Casella non tollera questo tipo di comportamenti di qualsiasi tipo di ideologia si parli’.

Chissà cosa dirà adesso il neo sindaco di Genova Marco Bucci? Prima di trionfare alle recenti elezioni comunali, Bucci era stato accusato da una lista che sosteneva il candidato del centrosinistra, postando una foto che lo ritraeva mentre faceva il saluto fascista. Bucci, aveva poi smentito categoricamente le accuse di fascismo.

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