Cronaca

Ischia, apprezzamenti alla figlia della compagna: pestato dal cognato

Ischia, bengalese massacrato per presunte avances alla figlia della compagnaUn bengalese di 50 anni lotta tra la vita e la morte al Policlinico di Napoli perché ieri sera è stato aggredito brutalmente dal cognato. Questo si è recato nell’abitazione dell’immigrato, a Forio d’Ischia, iniziando a prenderlo a calci e pugni. Una vera furia. L’aggressore avrebbe massacrato il bengalese, compagno della sorella dell’attuale fidanzata, perché avrebbe fatto pesanti apprezzamenti alla figlia della cognata. In base alle prime informazioni, l’italiano, dopo essere entrato nella casa del bengalese, ha iniziato a discutere vivacemente e poi è passato ai fatti: ha dapprima scagliato una sedia contro il 50enne, prendendolo poi a calci e pugni. L’assalitore è stato portato dalle forze dell’ordine nel carcere di Poggioreale, con l’accusa di tentato omicidio.

Trasporto mediante eliambulanza al nosocomio di Napoli

Sono stati i carabinieri, ieri sera, a bloccare il cognato iracondo. Se i militari non fossero intervenuti in tempo, forse il bengalese sarebbe stato ucciso. Certo, adesso le sue condizioni sono gravi. I medici del Policlinico di Napoli stanno facendo di tutto per salvargli la vita. Una scena terribile quella avvenuta a Forio d’Ischia. Il bengalese, pieno di ferite ed ecchimosi, era stato dapprima trasportato all’ospedale di Ischia ma le sue condizioni erano peggiorate. Necessario, dunque, il trasporto, mediante eliambulanza, al nosocomio di Napoli. La rabbia ha portato un uomo a fracassare letteralmente il cranio del cognato bengalese. La ragione risiede nel fatto che lo straniero avrebbe fatto avances alla figlia maggiorenne della compagna. Circostanza che dovrà essere accertata e che, comunque, non giustifica una reazione del genere.

Raid punitivo per vendetta

Una lite tra cognati è degenerata, nelle ultime ore, a Forio d’Ischia. Ad avere la peggio è stato il cinquantenne originario del Bangladesh, che ora lotta tra la vita e la morte a Napoli. I carabinieri hanno evitato l’omicidio del bengalese, le cui condizioni, attualmente, sono gravissime. Serie sarebbero le ferite riportate al capo. Sulla vicenda è stata avviata un’inchiesta dai carabinieri di Ischia, coordinati dal capitano Andrea Centrella. Le presunte avances del bengalese nei confronti della figlia della compagna hanno spinto il cinquantenne italiano ad ordire un vero e proprio raid punitivo, a cui ha assistito, inerte, anche la fidanzata dell’aggredito. Sarebbe stata la donna a chiamare il 118 e i carabinieri.

La smania di vendetta, ovvero il desiderio di far pagare al bengalese le presunte azioni immonde commesse sulla figlia della compagna, ha spinto un italiano a massacrare un coetaneo. A Ischia gli abusi sulle donne sono frequenti e, spesso, non vengono segnalati dalle vittime. Forse l’autore della spedizione punitiva delle ultime ore lo sa bene e, per questo, ha cercato di vendicare la figlia della cognata. L’istinto di vendetta sarebbe alla base del drammatico episodio avvenuto tra le mura domestiche a Forio d’Ischia. Sì, quella vendetta che ha mietuto molte vittime finora. Il cinquantenne finito nel carcere di Poggioreale, se non avesse cercato vendetta e fosse stato certo del comportamento biasimevole del cognato, avrebbe dovuto segnalare il caso alle forze dell’ordine. Purtroppo, la ‘giustizia fai da te’ ha preso il sopravvento e, come spesso è accaduto, ha fatto danni. La vendetta non fa male solo alla persona che la subisce ma anche a chi la attua. Vendicarsi, secondo gli psicologi, è sempre una scelta perdente, ed episodi analoghi a quello avvenuto ieri ad Ischia lo dimostrano.

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