Isis, foreign fighters invaderanno Europa: monito dell’Onu

By | 19 maggio 2017
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Isis, foreign fighters pronti a tornare in EuropaLe recenti sconfitte in casa dell’Isis costringeranno molti foreign fighters (i combattenti stranieri dello Stato Islamico) a ritornare in patria, a ritornare in Europa, costituendo così una grave minaccia per la sicurezza. Lo ha reso noto Jean Paul Laborde, numero uno dell’Agenzia contro il terrorismo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Le disfatte in Siria e in Iraq rischiano di rendere più minacciosi i foreign fighters, che sarebbero pronti a fare qualsiasi cosa per vendicarsi. ‘Alcuni possono essere ansiosi di cercare vendetta, dopo le sconfitte sul campo di battaglia, anche negli scontri recenti a Mosul’, ha dichiarato Laborde.

Combattenti stranieri dell’Isis più abili e vendicativi in arrivo?

Il primo flusso di foreign fighters tornati in Europa non è stato molto pericoloso perché formato sostanzialmente da giovani andati in Siria e in Iraq solo ‘per le magliette e le foto’. Tali soggetti hanno perso ogni speranza e per questo non hanno provato a commettere gesti estremi. La seconda ondata, seconda Laborde, sarà molto preoccupante perché costituita da foreign fighters più abili e in contatto con le organizzazioni criminali del mondo. Jean Paul Laborde ha poi aggiunto che circa il 50% dei foreign fighters che hanno combattuto in zone dominate dall’Isis starebbero tornando in Europa: ‘In media queste persone sono molto più impegnate, più esperte e più qualificate’. Nonostante i controlli alle frontiere, tali soggetti riusciranno ad entrare in Europa mediante le organizzazioni criminali.

Fonti siriane dicono che sono circa cinquemila i combattenti stranieri che combattono ancora per lo Stato Islamico od altre organizzazioni terroristiche. Sarebbe un grande problema se, di punto in bianco, tali soggetti decidessero di tornare in Europa. La sicurezza europea verrebbe seriamente minata. Quilliam, gruppo di esperti britannico anti-estremismo, ha spiegato che lo Stato Islamico ma anche organizzazioni estremiste come Boko Haram assoldano soggetti che si trovano nei campi profughi, arrivando a dargli anche mille dollari. Ne deriva che le organizzazioni terroristiche caldeggiano l’arrivo di ondate di profughi in Europa.  Più profughi saranno presenti in Europa e maggiore sarà il numero di militanti.

Giuliano: foreign fighter italiano morto in Siria

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu mette in guarda gli Stati europei sull’eventuale rientro di molti foreign fighters dell’Isis. E’ indubbio che la situazione, sul versante della sicurezza, si complicherà non poco. I combattenti stranieri forse sentiranno il bisogno di vendicarsi, dopo le recenti sconfitte in Siria e Iraq. O forse no. L’importante è non abbassare mai la guardia.

Dei foreign fighters ormai si parla da anni, specialmente dopo la strage di Charlie Hebdo, a Parigi. I combattenti stranieri che lasciano le loro nazioni per combattere all’estero in nome dell’Isis hanno sempre preoccupato. Anche in Italia, certi ragazzi hanno lasciato le loro famiglie per seguire lo Stato Islamico. Vanity Fair, tre anni fa, intervistò il padre di un foreign fighters italiano. Giuliano Delnevo, un 19enne genovese, lasciò la famiglia per combattere in Siria e in tale nazione trovò la morte. L’inviato chiese a Carlo Delnevo cosa, secondo lui, spinse il figlio ad ‘abbracciare’ la jihad. L’uomo rispose così: ‘Perché la Siria e la difesa dei musulmani erano diventate le sue ragioni di vita. Se avessi capito il suo piano gli avrei impedito di partire’. Per Carlo, Giuliano non era un terrorista ma un ‘eroe romantico’ partito per combattere contro il regime di Assad, che trucidava i musulmani.

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