Isis vuole annientare i gatti

By | 11 ottobre 2016

La violenza cieca dell’Isis adesso si rivolge verso i gatti. Ebbene sì, a Mosul (città irachena sottoposta all’egemonia del Califfato) è stata emessa una fatwa che vieta di tenere gatti in casa. Perché lo Stato islamico adesso se la prende con i gatti? Non ha più teste da tagliare o, semplicemente, vuole prendersela con essere indifesi ed innocenti?

Fatwa anti-felini emessa in Iraq

Dopo la fatwa emessa recentemente in Iraq c’è il rischio di una vera strage di gatti in Iraq. La terribile notizia è stata riportata dal sito Al Sumaria, che ha menzionato parole proferite da alcuni saggi che vivono nella provincia di Ninive. Sembra che l’Isis abbia condannato a morte i piccoli felini. Una decisione che suona strana, visto che, secondo l’Islam, i gatti sono animali puri.  Il mondo musulmano, quindi, non riesce ancora a comprendere la scelta del Califfato. Secondo una leggenda, infatti, il profeta Maometto amava così tanto i gatti che, un giorno, pur di non svegliare la sua gatta Muezza, addormentata sul suo mantello, preferì tagliarlo. Muezza, sempre secondo la leggenda, salvò il Profeta da un serpente che era entrato nella manica della sua tunica. Qualche giorno fa lo Stato islamico aveva diffuso immagini ritraenti jihadisti con gatti in braccio; adesso, invece, la scelta terribile di sterminare i felini.

Ignoto il motivo della fatwa

Al Sumaria News, una stazione TV irachena, ha dichiarato che l’Isis ha emesso una fatwa che vieta l’allevamento di gatti nelle case, a Mosul. Al Sumaria ha spiegato che il Califfato ha esortato gli abitanti di Mosul a rispettare la fatwa e non violarla. Non si conosce il motivo per cui lo Stato Islamico ha emesso la fatwa contro i gatti. Nel decreto dell’Isis contro i gatti viene solo sottolineato che la decisione è in linea con l’ideologia e i principi del Califfato. Sembra che molti combattenti dello Stato Islamico si siano già messi a cercare i felini nelle case di Mosul. Quelle foto ritraenti vari jihadisti con i gatti, diffuse giorni fa, hanno rappresentato solamente un tentativo di convincere i più giovani ad arruolarsi. L’Isis, a quanto pare, usa ogni mezzo per fare proselitismo. Insomma, quelle foto miravano solo a fornire un’immagine più ‘cosmopolita’ dello Stato Islamico.

Il reclutatore dell’Isis Omar Hussein ha postato, l’anno scorso, diverse immagini che lo ritraggono assieme ai gatti. Quelle foto erano corredate da consigli su come far parte dello Stato Islamico. All’inizio di quest’anno, in Siria e in Iraq, lo Stato Islamico ha vietato la pratica dell’allevamento di piccioni sui tetti, prevedendo la pena della fustigazione pubblica per i trasgressori.

Il Califfato non sta certamente vivendo uno dei suoi momenti migliori. Nelle ultime ore è stato confermato il decesso di Abu Mohamed al Furqan, ribattezzato come ‘emiro dell’ufficio di informazione internazionale’. Il comunicato, di cui si dovrà accertare l’autenticità, loda l’attività di al Furqan che ha dato il suo contributo nella battaglia contro gli ‘apostati’. La morte di al Furqan era stata annunciata a metà settembre dagli americani. L’uomo era stato freddato a Raqqa, roccaforte dell’Isis in Siria. Al Furqan, secondo il dipartimento di Difesa Usa, era un ‘pezzo grosso’ del Consiglio della Shura.

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