Cronaca

Isis sprona lupi solitari all’attacco in Italia: ‘Devi combatterli’

Isis incita lupi solitari a colpire ItaliaIl sedicente Stato Islamico torna a minacciare l’Italia con le sue frasi ad effetto sui social. Anche stavolta l’Isis ha usato Telegram per le sue parole minatorie. ‘Devi combatterli’, recita un post pubblicato nelle ultime ore su un canale Telegram riconducibile allo Stato Islamico. Lo Stato Islamico esorta a combattere il Bel Paese anche con veicoli. C’è anche una foto che ritrae una persona, in una città, con il coltello nascosto dietro la schiena. L’inquietante notizia è stata diffusa dal Site, sito americano diretto da Rita Katz, che controlla le attività online dei miliziani islamici. E’ la seconda minaccia all’Italia che arriva a distanza di pochi giorni. Di recente lo Stato Islamico aveva postato il seguente messaggio: ‘Il prossimo obiettivo di Isis, dopo la Spagna e la Russia è l’Italia’. L’Espresso aveva scoperto, mediante diverse intercettazioni telefoniche, che un ragazzo jihadista voleva attaccare l’Italia.

Isis vuole terrorizzare anche l’Italia

Dagli atti dell’inchiesta avviata negli Usa per fare luce sulla jihad islamica e sul rischio di attentati nel mondo è emerso che ‘il 25 febbraio 2016 il ragazzo di Torino parla con un texano di Dallas. Mido chiede all’americano dell’Isis se, invece di andare a combattere in Siria, è possibile fare qualcosa in Italia, se è arrivato il momento’. Tutto ciò, tutte che parole, frasi e video non fanno che creare la psicosi terrorismo in Italia. In fondo, inoculare timore allo stato puro all’interno delle società è l’obiettivo primario del terrorismo islamico. L’allerta terrorismo, comunque, in Italia è aumentata sensibilmente dopo i recenti attacchi a Barcellona e Turku.

Lupi solitari vero pericolo per il Bel Paese

Più volte è stato rimarcato da esperti e dai servizi di intelligence che il vero pericolo per l’Italia è rappresentato dai lupi solitari e dagli ‘autoradicalizzati’. L’intelligence italiana è preoccupata per il continuo richiamo di Roma, nei siti jihadisti, intesa come emblema del ‘mondo crociato’, quindi bersaglio finale.

A rimarcare che il pericolo maggiore per l’Italia  deriva dai foreign fighters, ‘i combattenti stranieri’ era stato tempo fa anche il numero uno dell’intelligence Alessandro Pansa: ‘Alcuni di questi soggetti decidono di non partire a causa delle crescenti difficoltà a raggiungere il teatro siro-iracheno, determinandosi in alternativa a compiere il jihad direttamente in territorio italiano’. Pansa aveva poi aggiunto che la riduzione delle partenze di ‘lupi solitari’ dall’Italia non può che costituire un grosso problema per la nazione. Tali soggetti restano in Italia e sono delle ‘mine vaganti’, pronti a compiere attentati, anche suicidi, in qualsiasi istante.

Grazie al web, oggi i foreign fighters ricevono le direttive del Daesh anche da posti molto lontani. E questo è un altro grosso problema. Oggi, non per niente, ci sono gruppi di esperti che monitorano l’attività online dell’Isis.

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