Italiano ucciso a Londra: mistero sulla morte di Pietro Sanna

By | 26 giugno 2017

Londra, ucciso italiano Pietro SannaPietro Sanna, un italiano di 22 anni, è stato ucciso nelle ultime ore a Londra, nel suo appartamento. Dall’Inghilterra, finora, non sarebbero arrivate molte notizie. Si sa solo che Pietro aveva raggiunto il fratello nella Capitale britannica e che era originario della Sardegna. Gli investigatori, attualmente, ipotizzano un tentativo di furto finito in tragedia. Qualcuno, insomma, sarebbe entrato nell’appartamento di Sanna ed avrebbe tentato di rubare cose e denaro. La prima a chiamare le forze dell’ordine sarebbe stata una coinquilina, forse prima dell’uccisione. Il primo a fare la tragica scoperta, però, sarebbe stato il fratello dell’italiano.

I contatti tra Scotland Yard e la Questura di Nuoro

Cosa è accaduto in un appartamento di Londra? Chi ha ucciso Pietro Sanna? Lo stanno cercando di capire, attualmente, gli investigatori di Scotland Yard, che nelle ultime ore hanno trasmesso poche informazioni alla Questura di Nuoro. Pietro, infatti, prima di partire per Londra viveva nella cittadina sarda assieme ai genitori, titolari di diverse strutture ricettive, quindi molto conosciuti in Sardegna. Il padre e la madre del 22enne arriveranno ovviamente presto a Londra per scoprire cosa è realmente accaduto. Una cosa è certa: Pietro Sanna è stato accoltellato a morte nella Capitale britannica. Un altro italiano che muore all’estero, che muore in Inghilterra. Dispiace non poco quando un ragazzo lascia questo mondo prematuramente per colpa della violenza altrui. Pietro ha lasciato la sua Sardegna e, purtroppo, ha trovato la morte nel Regno Unito.

Il consolato generale italiano si è messo in contatto sia con i parenti di Sanna che con la Polizia, che sta cercando di ricostruire la dinamica del drammatico episodio. Il 22enne sardo viveva e lavorava a Londra da un paio d’anni. Tanti giovani, negli ultimi anni, si sono recati nella Capitale britannica per trovare un futuro migliore, un futuro dignitoso, un impiego e uno stipendio. L’Italia, com’è noto, è diventata una nazione che offre poco ai ragazzi, anche se bravi e abili. Pietro, come il fratello, aveva deciso di vivere e lavorare a Londra, come tanti altri giovani italiani. Nella Capitale britannica, però, ha trovato anche la morte.

Tanti italiani morti a Londra

Recentemente hanno perso la vita a Londra anche Marco Gottardi e Gloria Trevisan, anche se le circostanze sono state differenti. I due giovani fidanzati italiani sono stati avvolti e uccisi dalle fiamme sviluppatesi nella Grenfell Tower. Anche Marco e Gloria, bravi e studiosi, erano stati costretti ad abbandonare il Belpaese perché non avevano trovato nulla che gli potesse permettere di condurre una vita dignitosa. Lei, laureata in architettura col massimo dei voti, guadagnava in Italia 300 euro al mese. Maria Cristina Sandrin, legale della famiglia Trevisan, ha ufficializzato il decesso dei ragazzi con queste parole: ‘Chiediamo a questo punto che vengano spenti i microfoni e le telecamere su questa vicenda e che venga rispettato il dolore di queste due famiglie’.

Oggi quasi la metà dei laureati italiani è pronta a partire per l’estero. Un decennio fa, la percentuale dei dottori disposti ad abbandonare il Belpaese si attestava al 38%. Forse è il caso che le istituzioni e i politici italiani si mettano a riflettere sulla diaspora dei ragazzi italiani. Forse c’è qualcosa che non va. E intanto aumenta il numero dei giovani italiani che muoiono a Londra e in altre città del mondo. Peccato.

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