Cronaca

Jesolo, algerino ubriaco si butta dal tetto: volo di 10 metri

Jesolo, sale sul tetto e si lancia: algerino graveSotto i fumi dell’alcol, mercoledì scorso, un algerino 41enne aveva dato spettacolo a Jesolo (Venezia). Prima il nordafricano aveva picchiato la moglie e la cognata, poi era salito sul tetto e, dopo aver indugiato, si era gettato. Ad assistere alla scena c’erano molte persone. Qualcuno lo aveva anche ripreso col cellulare. Il video ora è ben visibile online. Sembra che molti astanti che riprendevano la scena abbiano anche iniziato ad applaudire quando l’algerino si è schiantato sulla strada, dopo aver fatto un volo di circa 10 metri. Qualcuno avrebbe anche detto: ‘Finalmente’. Su questo bisognerà compiere accertamenti. L’unica cosa certa è che l’algerino ubriaco, dopo aver malmenato brutalmente la coniuge e la cognata, si era arrampicato sul tetto, che tra l’altro aveva tentato di devastare, lanciandosi poi nel vuoto. Ora l’immigrato si trova all’ospedale di Mestre: le sue condizioni sono gravi, ma stabili.

A Jesolo c’era chi gridava: ‘Buttati’

‘Buttati’, avrebbe gridato qualcuno, mercoledì scorso, quando l’algerino alticcio era salito sul tetto. Qualche persona, chiaramente insensibile e poco civile, avrebbe esortato il 41enne a lanciarsi nel vuoto. Alla fine sono arrivati i carabinieri ed è stato in quel momento che il nordafricano ha deciso di buttarsi. Tutti con lo smartphone verso l’alto, davanti a una casa di Jesolo, per riprendere quella triste scena: l’ennesima che esprime il disagio in cui versano tanti immigrati in Italia. Si continua ad accogliere, in Italia, ma i politici non si rendono conto che la nazione non riesce a garantire una vita dignitosa alle persone che fuggono da guerre, epidemie e carestie. Non lo capisce probabilmente neanche l’Ue. O forse nessuno lo vuole capire, magari per qualche motivo che noi certamente non possiamo sapere.

Erano circa le 11 di mercoledì quando l’algerino ubriaco, dopo aver picchiato moglie e cognata, era salito sul tetto. Con sé aveva una bottiglia e un coltello. L’impasse sul tetto è durato un po’ di tempo, quello necessario alle persone, nel frattempo accorse davanti dall’edificio di due piani in via Danimarca, di riprendere la scena; del resto oggi c’è questa mania di riprendere tutto e tutti, sempre e comunque. Per uno scatto o un selfie si farebbe qualsiasi cosa.

Carabinieri avevano tentato di far riflettere l’algerino

I carabinieri avevano cercato di riportare la situazione alla normalità e di far scendere l’uomo. Questo, ebbro e fuori di sé, non aveva voluto assolutamente eseguire gli ordini dei militari e, alla fine, aveva realizzato che era meglio lanciarsi nel vuoto. I carabinieri erano stati chiamati proprio dalla moglie e dalla cognata dell’algerino, dicendo di essere state picchiate. Le due donne sono finite in ospedale come l’algerino: hanno riportato lesioni e traumi. Sembra che siano state anche stuprate. La versione dovrà essere confermata e se così fosse, il 41enne dovrà rispondere anche di lesioni e percosse, oltre che di resistenza a pubblico ufficiale.

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