Julian Assange, accusa di stupro archiviata: creatore di Wikileaks esulta

By | 19 maggio 2017

Julian Assange, arriva archiviazione dell'accusa di stuproJulian Assange, il ‘padre’ di Wikileaks tira un sospiro di sollievo perché la Procura svedese ha archiviato, dopo 7 anni di indagini, l’accusa di stupro mossa nei suoi confronti. Ad annunciare la fine delle indagini e l’archiviazione è stata la numero uno della Procura, Marianne Ny. Il numero uno di Wikileaks si trova nell’ambasciata dell’Ecuador da cinque anni. La decisione è stata presa non perché non siano state scoperte prove contro Assange ma per l’impossibilità di continuare in sua assenza.

Ora inizia la vendetta di Julian Assange

Il giudice svedese ha detto che si è deciso di archiviare perché è materialmente impossibile notificare ad Assange le accuse, visto che si trova da un lustro presso l’ambasciata dell’Ecuador, a Londra: ‘Non vi è ragione di credere che la decisione di consegnarlo a noi possa essere messa in atto in un immediato futuro’. La decisione è stata presa qualche giorno dopo il rilascio di Chelsea Manning, che consegnò vari file diplomatici ai blogger. Tale materiale venne poi pubblicato da Wikileaks. Adesso inizia la vendetta di Assange. Dopo aver appreso la notizia dell’archiviazione, il fondatore di Wikileaks ha scritto su Twitter che non perdona né dimentica tutto quello che ha vissuto negli ultimi anni. Il 45enne australiano ha sottolineato di essere stato oltraggiato mentre i suoi figli crescevano. Julian ha parlato di trionfo per lui e per i diritti umani nel mondo. Secondo il ‘padre’ di Wikileaks, l’accusa è stata ‘politicamente motivata’ e ingiusta. Adesso il giornalista e blogger australiano vuole vendicarsi sia con la Gran Bretagna che con gli Usa.

L’archiviazione dell’accusa avrebbe reso così felice Assange che avrebbe postato sul suo profilo Twitter una foto che lo ritrae sorridente. L’avvocato del 45enne, E. Samuelsson, ha affermato che il suo assistito potrà uscire dall’ambasciata dell’Ecuador quando vorrà. Non si sa quando Assange lascerà l’ambasciata ma una cosa è certa: la Svezia rimarrà inerte. La donna che ha sempre sostenuto di essere stata violentata dal fondatore di Wikileaks è sconcertata. Non riesce a spiegarsi il motivo per cui un presunto stupratore non passi nemmeno un giorno in carcere. Elisabeth Fritz, legale della donna, ha dichiarato: ‘La mia cliente è scioccata, nessuna decisione della magistratura può cambiare il fatto che Assange sia responsabile di stupro’. Sebbene sia caduta l’accusa di stupro, non è detto che il 45enne australiano non può essere arrestato qualora volesse lasciare l’ambasciata dell’Ecuador. Ricordiamo, infatti, che 5 anni fa è stato emesso un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti.

I problemi con la giustizia non sono finiti

Scotland Yard ha precisato che l’archiviazione dell’accusa di stupro non farà venir meno accuse meno pesanti a carico di Assange, che necessitano di un’adeguata risposta giudiziaria. Julian, dunque, dovrebbe fare molta attenzione adesso perché i suoi problemi con la giustizia non sono certamente terminati. Il timore del creatore di Wikileaks è sempre stato quello che, se fosse finito in Svezia, quasi sicuramente sarebbe stata concessa l’estradizione negli Usa, dove dovrebbe affrontare il processo relativo alla diffusione di innumerevoli documenti dei servizi segreti americani e diplomatici. Sembra che l’Ecuador abbia chiesto in queste ore alla Gran Bretagna di garantire ad Assange di arrivare in totale sicurezza nel Paese sudamericano che, in questi anni, gli ha offerto asilo politico.

Julian Assange si recherà in Ecuador o in Francia? Sì perché uno degli avvocati di Julian, Juan Branco, ha detto che il suo assistito potrebbe recarsi anche in Francia. Due anni fa, il 45enne aveva inviato una lettera all’allora presidente francese Hollande, reclamando un ‘gesto umanitario’ della Francia. Julian, in sostanza, voleva essere accolto da tale Paese che, però, gli voltato le spalle perché la sua situazione non presentava un ‘pericolo immediato’.

Permanenza nell’ambasciata londinese: costo elevato

Sembra che la permanenza di Julian Assange nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra sia costata alle casse britanniche oltre 15 milioni di euro. Davanti a tale sede, infatti, Scotland Yard doveva garantire la presenza, 24 ore su 24, di agenti. Intanto, davanti alla sede britannica dell’ambasciata dell’Ecuador sono assiepati tantissimi giornalisti, che ha aspettano di vedere Julian Assange. Questo, negli ultimi anni, si è mostrato sul piccolo balcone del piano rialzato per parlare ai media.

Una donna sostiene di essere stata stuprata dal fondatore di Wikileaks ma questo ha sempre negato l’addebito. L’archiviazione dell’accusa di stupro, emessa nelle ultime ore, rappresenta però un parziale vittoria per Assange, visto che Usa e Regno Unito non vogliono mollare e, quindi, non faranno cadere anche il mandato di arresto internazionale.

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