La tempesta più lunga

By | 31 gennaio 2014

Il rib-a-ba di Catatumbo

la tempesta più lunga

foto di: Alan Highton

“Rib-a-ba” è una parola venezuelana e significa “fiume di fuoco nel cielo”, termine con cui gli abitanti della regione del fiume Catatumbo, località distante 15 ore di auto a nord della capitale Bogotà, designano lo strano fenomeno che si verifica periodicamente nei loro cieli.
Una tempesta infinita, il “Relàmpago del Catatumbo”, sempre in lingua venezuelana,  si scatena per circa 150 notti l’anno, da secoli ormai, e nella sua incredibile longevità ha finora dato vita a più di 40,000 fulmini che hanno squarciato i cieli notturni e squassato la terra di Catacumbo senza posa. Si tratta di un fenomeno unico al mondo, che attrae numerosi turisti nella regione, ma sappiate che non occorre recarsi proprio sul punto esatto – anche perché ciò potrebbe essere molto rischioso – perché la tempesta è visibile anche a 250 km di distanza. Per gli abitanti del luogo non si tratta nemmeno di un fenomeno particolare, tanto sono abituati a vivere ogni notte questo straordinario spettacolo, e addirittura trovano divertente e anche strano che dei turisti compiano un viaggio così lungo per ammirare ciò che, in pratica, fa parte della loro vita quotidiana giù al lago Maracaibo.
Ma non è solo l’eccezionale longevità o il numero di fulmini finora generati che fanno di questa tempesta un’attrazione così forte, ma anche la singolare varietà di colori che differenzia le saette l’una dall’altra e che dipende dalla componente di atomi nell’aria. Infatti quando l’aria è asciutta il colore di queste ultime è tendente al bianco, invece se nell’aria il tasso di umidità risulta molto alto allora gli atomi di idrogeno faranno in modo che il fulmine appaia di colore viola.
Non esiste al momento una spiegazione del fenomeno pienamente accolta dalla comunità scientifica internazionale: si pensa che la massa nuvolosa carica di energia si crei quando i venti spirando sul lago incontrano le correnti fredde provenienti dalla catena delle Ande; altri ritengono invece che le paludi, di cui la zona è ricca, rilascino del gas metano nell’aria, che è l’unico responsabile dello straordinario fenomeno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.