La vogliono bruciare viva, attrice Deepika Padukone in pericolo

By | 21 novembre 2017

In India molte persone, infischiandosene dello Stato di diritto, sono contrarie all’uscita del film Padmavati, diretto dal regista Sanjay Leela Bhansali ed interpretato da Deepika Padukone. I manifestanti hanno anche messo un taglia sulla giovane artista. Molti vorrebbero decapitare, uccidere e, addirittura, bruciare viva Deepika Padukone, la protagonista del film. La Polizia del Maharashtra si è resa conto che l’attrice e il regista sono in pericolo di vita e per questo sta fornendo loro maggiore sicurezza. Deepika Padukone e Sanjay Leela Bhansali rischiano dunque grosso per la pellicola Padmavati. Le polemiche sul Padmavati di Sanjay Leela Bhansali non si sono ancora dissolte, anzi un gruppo di cinici tradizionalisti ha annunciato un premio per chiunque riesca a bruciare viva Deepika Padukone. E’ semplicemente agghiacciante.

Chi la brucerà viva verrà premiato

Il leader di Akhil Bhartiya Kshatriya Mahasabha (ABKM), Bhuvneshwar Singh, ha detto: ‘Deepika dovrebbe sapere come ci si sente ad essere arsi vivi. L’attrice non conoscerà mai il sacrificio della regina. Qualsiasi persona che la brucerà viva verrà premiata. Chiediamo che i responsabili dell’ufficio mostrino il film prima che venga pubblicato’.

Il responsabile dei media di Haryana, BJP, ha destato scalpore con l’annuncio di un premio per chi riesce a decapitare il regista di Padmavati, Sanjay Leela Bhansali, e Deepkia Padukone, che nel film veste i panni della mitica regina Rajput Padmavati.

Già tempo fa, una persona che vive a Meerut aveva offerto del denaro per chi fosse stato in grado di uccidere il cineasta Sanjay Leela Bhansali e l’attrice Deepika Padukone, rei di ‘ritrarre erroneamente’ la regina nella pellicola ‘Padmavati’.

Si contesta al regista anche la distorsione della realtà. Bhansali ha ripetutamente negato di aver riportato le cose in maniera diversa; insomma ha affermato di non essersi inventato nulla.

Eliminare le ‘parti controverse’ di Padmavati

Il vice ministro dell’Uttar Pradesh, Keshav Prasad Maurya, aveva affermato che la pellicola non avrebbe potuto essere proiettata nello Stato se non fossero state soppresse le ‘parti controverse’. La proiezione del film di Sanjay Leela Bhansali, a causa delle numerose minacce e proteste, è stata procrastinata.

Il comunicato del portavoce della casa di produzione recita: ‘Viacom18 Motion Pictures, lo studio dietro Padmavati, ha volontariamente rinviato la data di uscita del film dal 1 dicembre 2017’.

Prasoon Joshi, presidente della Central Board of Film Certification (CBFC), ha criticato, sabato scorso, alcuni giornalisti che avevano detto che Padmavati non lede i sentimenti di nessuno.

Padmavati è, da molto tempo, al centro di dibattiti ‘infuocati’. Le contestazioni erano iniziate sin dall’inizio delle riprese del film. La pellicola sarebbe dovuta uscire il 1 dicembre 2017 ma la proiezione è stata posticipata per le svariate minacce e critiche di organizzazioni politiche e religiose.

La pellicola di Bhansali è reputata molto opinabile. Sono tanti gli indiani che considerano Padmavati un film che distorce la storia dell’India.

Sebbene il cineasta abbia assicurato che non ci sarebbe stata una sequenza onirica tra Khilji (Ranveer) e Rani Padmini (interpretato da Deepika), le polemiche non cessano. Ora l’attrice Deepika e il regista devono vivere nel timore di essere uccisi da un momento all’altro.

One thought on “La vogliono bruciare viva, attrice Deepika Padukone in pericolo

  1. Angela

    Sono sbalordita, la furia degli indiani dell’India, la trovo veramente inaudita, gravissima
    E a tal proposito direi che non sarebbe per nulla, male, se si proiettassero film di tutte le nazioni del mondo, per capirne la cultura, vediamo sempre e solo film americani, italiani inglesi, francesi per lo più
    Perchè?
    Tutta l’immigrazione non può che fare del bene al nostro mondo, serve uno scambio culturale tra uomini e donne in primis per restare in pace
    E comunque dovrebbero arrestare chi proferisce simili parole di odio e violenza, le nostre società sono malate perchè troppo ingiuste e permissive, ecco perchè molti inneggiano alla destra, ma se non vogliamo tornare alla dittatura, bisogna esercitare una sana politica e giustizia più severe, non c’è altra via.
    Vi ricordate del periodo dei brigatisti e dei rapitori? Che cosa fece lo Stato in quell’occasione, si oppose con fermezza e rigore e infatti oggi non si sentono più casi di rapimento e di brigatismo.
    Spero tanto che non vinca la violenza e l’ignoranza.
    Grazie, ciao.

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