Laura Boldrini adotta due agnelli, no alla strage dettata dalla tradizione

By | 12 aprile 2017

Mentre gli italiani si preparano al pranzo di Pasqua, gli animalisti continuano a battersi contro la strage degli agnellini che, ogni anno, si ripete in questo periodo. Dopo la notizia dell’adozione di due agnelli da parte dell’ex premier Silvio Berlusconi, ne arriva una simile. Nelle ultime ore, Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati ha adottato due agnellini. Gli animali sono stati portati proprio a Montecitorio da due volontarie dell’Enpa e dalla presidente Carla Rocchi.

Gli animali vivranno nella fattoria didattica

I due agnellini sono, molto probabilmente, i primi animali ad entrare a Montecitorio. Stamane la presidente Boldrini li ha adottati nel corso di un evento a cui hanno partecipato molte persone, animalisti in primis. Gli animali vivranno nella fattoria didattica, dove sono nati. La presidente della Camera ha detto che non può ospitarli perché non ha un giardino e poi sarebbe difficile il rapporto con il suo gatto Gigi. Gli animali salvati dalla ‘macellazione pasquale’ belavano a Montecitorio, mentre venivano immortalati. Le immagini sono già state pubblicate su molti siti web.

Stop a una barbarie inaudita

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Laura Boldrini è entusiasta del fatto che le due pecorelle non sono state trucidate. Gli animalisti si battono da anni per ottenere una legge che vieti la macellazione di agnelli da latte. L’associazione ‘Essere Animali’ un paio di anni fa diffuse l’agghiacciante video ‘Dentro le mura di un macello di agnelli’ per sensibilizzare la popolazione su un vero e proprio scempio. Il filmato non venne girato con telecamere nascoste e, nonostante ciò, gli addetti alla macellazione agirono con estrema crudeltà, come al solito. I piccoli agnelli vengono dapprima fatti entrare in un piccolo e angusto locale e poi percossi, storditi e attaccati ad ami di ferro, a testa in giù, per favorire la fuoriuscita di sangue. Tutto ciò avviene davanti ad altri agnelli (quelli ancora vivi) che guardano e si rendono conto della fine che faranno. Non è forse è il caso di arrestare tale barbarie dettata dalla tradizione?

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