Lavorare troppo fa male al cuore: rischio fibrillazione atriale

By | 15 luglio 2017

Lavorare tanto aumenta rischio di fibrillazione atrialeBrutta notizia per gli stakanovisti e tutti coloro che, per necessità, devono dedicare molte ore al lavoro nell’arco della settimana. Da una recente ricerca, condotta su 85.000 persone per un decennio, è emerso che lavorare troppo e fare tanti straordinari aumenta notevolmente il rischio di fibrillazione atriale. In poche parole, lavorare molto fa male al cuore. A svolgere lo studio è stata un’equipe della University College di Londra. I volontari erano stati suddivisi in gruppi, in base alle ore di lavoro settimanali. Ebbene, con stupore, i ricercatori hanno notato al termine dello studio che nel gruppo di quelli che avevano fatto gli straordinari vi erano 5,2 casi in più di fibrillazione atriale; quindi l’incidenza era pari a 17,6 per 1000 persone, contro un’incidenza media di 12,4. La ricerca inglese, dunque, permette di comprendere studi svolti in passato che associavano le tante ore di lavoro a un aumento del rischio di ictus.

Cuore sotto sforzo con troppe ore di lavoro

‘Il lavoro fa male, lo dicono tutti…’, cantava Irene Grandi. In effetti, la ricerca dà ragione all’artista toscana. Lavorare molto, ovvero più di 55 ore in una settimana, incrementa il rischio di fibrillazione atriale. Può capitare a tutti di dedicare al lavoro qualche ora in più rispetto al solito. Ciò però non deve diventare un’abitudine perché, altrimenti, il cuore ne risente. Già qualche anno fa, uno studio pubblicato sull’autorevole magazine Lancet, aveva evidenziato che le persone che lavorano più di 55 ore a settimana rischiano maggiormente di essere colpite da un ictus rispetto a chi dedica al lavoro 40 ore o meno. Il rischio sarebbe superiore del 13%. La ricerca pubblicata su Lancet si basava, a sua volta, su 17 studi svolti in passato sul nesso tra lavoro e patologie cardiache. Superare la soglia delle 40 ore di lavoro settimanali significa dunque mettere a rischio la salute cardiaca. Il rischio di ictus aumenta del 10% se si dedicano alla propria professione dalle 41 alle 48 ore; se, invece, il tempo dedicato, ogni settimana, al lavoro oscilla tra le 49 e le 54 ore il rischio di beccarsi un ictus aumenta del 27%.

Turchia al primo posto per lavoratori indefessi

Patologie cardiovascolari in vista, dunque, per chi passa in ufficio molto tempo. Mika Kivimaki, esperto della University College London, aveva detto: ‘I numeri che abbiamo avuto a disposizione durante la nostra ricerca ci hanno permesso di esaminare con grande precisione il collegamento tra le ore lavorate e le chances di sviluppare patologie che interessano il cuore’. Gli studiosi avvertono tutti quelli che lavorano molto a fare attenzione al loro cuore, perché per loro il rischio di malattie cardiache è maggiore rispetto ai colleghi che lavorano il giusto. L’esperto Urban Janlert aveva spiegato al riguardo: ‘La Turchia ha il più alto numero di lavoratori instancabili (il 43%), soliti lavorare più di 50 ore a settimana, mentre i Paesi Bassi hanno il numero più basso (meno dell’1%). Nonostante alcuni Paesi abbiano messo in atto delle politiche per evitare gli eccessi, c’è ancora molta strada da fare’. Le ore di lavoro, dunque, incidono sul benessere generale e, soprattutto, quello del cuore.

loading...

Lavorare tanto significa andare incontro alla fibrillazione atriale. Ma cos’è tale disturbo? Beh, in parole povere è un’alterazione del ritmo cardiaco: le pulsazioni del cuore aumentano ma, negli anziani, può accadere anche il contrario (numero esiguo di pulsazioni al minuto). La fibrillazione atriale colpisce solitamente gli anziani, tra i 65 e gli 85 anni, ma anche giovani con particolari patologie, come obesità e diabete. In determinati casi, il disturbo si manifesta in maniera silente, quindi il paziente non lo percepisce minimamente. Purtroppo, non è escluso che la persona colpita da fibrillazione atriale perda la vita per conseguenze gravi come lo scompenso cardiaco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *