Cronaca

L’Ennesimo Attentato A Nizza E La Sensazione Di Non Essere Più Al Sicuro

Prima Parigi, poi Istanbul; Dacca, ed ora Nizza. Questo non è vivere. Forse è a malapena sopravvivere. Si interroga in tal modo Twitter dopo l’ennesima tragedia. Il rischio è uno ed uno solo, quello di abituarsi agli orrori, limitando il tutto ad un “Pray for…” su Facebook. Quale sarà il prossimo obiettivo dei terroristi? Dio solo lo sa, o forse nemmeno lui. La verità è che il mondo è mutato dopo l’11 settembre, ma l’Europa sembra un campo di guerra dopo Parigi. Non c’è stata tregua per l’Europa dopo allora ed ogni settimana i social diventano macabri annuari di guerra, incuranti della Privacy e del buon gusto. Il sangue, le morti. Ci stiamo abituando alla morte? Ci stiamo abituando a non sentirci più al sicuro? Toglierci la libertà è proprio farci credere di non poter più essere cittadini del mondo, un mondo crivellato di colpi, ancora vittima di ingiuste scelte, del tutto umane. Un Dio non c’entra quando è l’uomo stesso a macchiarsi di un crimine vile. Attaccare qualcuno che non può difendersi è vile. Lo è stato colpire Parigi. Lo è oggi colpire la folla, gettandovisi contro a tutta velocità con un camion, col preciso intento di uccidere più esseri umani possibile. Nizza sotto attacco, dopo Parigi. La festa resa un cimitero di corpi un minuto dopo la fine dei fuochi e, per l’Europa tutta, svanisce la speranza in una mediazione, nella pace, nel dialogo. Si può dialogare con chi, senza coscienza, apre il fuoco sulle folle, investe a sangue freddo i bambini, colpendoli alle spalle? Non vi è speranza di tornare indietro. Dopo Parigi, l’Europa è diventata campo di guerra; di una guerra folle, certo, per noi, ma non per chi la proclama a gran voce, ritenendosi portatore di una verità divina. Ci resta la guerra, oppure? Piangere i prossimi morti nel silenzio di un hashtag senza sapere come difendere chi amiamo? La verità è che non esiste più un posto sicuro, un posto in cui siamo ancora tutti amici, tutti fratelli, tutti uomini.

 

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