Leucemia: ecco perché la vita di una bimba è appesa a un filo

By | 21 agosto 2017

Leucemia, vita bimba appesa a un filoLa vita di una bimba di 3 anni, affetta da una rara forma di leucemia, è appesa a un filo. E’ questo il motivo per cui i genitori, Sabina U. e Fabio P., hanno lanciato un appello. La malattia di cui soffre la piccola affligge generalmente un bimbo su un milione, quindi è rarissima. Alla bimba serve un midollo osseo compatibile. Non basta dunque trovare solo un donatore: è necessaria la compatibilità del midollo osseo. Già molti, in Italia, hanno espresso la loro volontà a donare il midollo alla bimba. Ormai è una corsa contro il tempo. La minore rischia seriamente anche perché trovare un donatore non è semplice: secondo gli esperti, ce n’è uno (compatibile) ogni centomila persone. ‘Salvate nostra figlia: basta un semplice prelievo del sangue o della saliva per capire se si può essere donatori di midollo compatibili’, recita l’appello dei genitori della bimba malata.

I cicli di chemio

Una rara forma di leucemia rischia di uccidere un’altra bimba, nel mondo. C’è bisogno di un donatore compatibile di midollo osseo. I genitori della minore, che vivono a Pordenone, non demordono e sono fiduciosi. La piccola paziente si è già sottoposta a diversi cicli di chemio che, a detta del padre, sono prodromici al trapianto di midollo osseo. ‘E’ una prassi propedeutica al trapianto. Sarebbe tuttavia inutile che i cicli facessero effetto se poi non si trovasse un donatore’, ha spiegato papà Fabio.

Chi vuole sottoporsi al test della compatibilità può chiamare il numero dell’Admo 0239000855 o quello del Centro trasfusionale di Pordenone, 0434399924. Appurare la compatibilità non costa nulla ma è un gesto che potrebbe salvare una piccola vita. Fabio ha detto: ‘La vita di mia figlia potrebbe essere appesa a un filo’.

L’imperativo è: non cedere

Non bisogna mai demordere in questi casi, bisogna sempre crederci fino alla fine, anche quando sembra che tutto sia finito. Non bisogna mai gettare la spugna perché tanta gente (grandi e piccoli) è riuscita a battere la leucemia. Ci sono tante testimonianze di persone che ce l’hanno fatta. Luana, oggi ventenne, venne colpita dalla leucemia linfoblastica acuta quando aveva solo 8 anni. Una diagnosi terribile che gettò nello sconforto i genitori. Luana e i suoi genitori vissero momenti difficili, angoscianti. Alla fine la ragazzina è riuscita a vincere la battaglia contro il male. Ancora oggi, che è una donna, si domanda come abbia fatto. L’arma vincente, secondo lei, è rappresentata dall’amore e dal sorriso di tutte le persone che vogliono bene ai malati in quei momenti difficili, come genitori, parenti, medici e infermieri.

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