Licenziata perché porta a spasso cane durante orario di lavoro

By | 27 agosto 2017

Cane a spasso in orario lavorativo: licenziamentoIl procedimento disciplinare era iniziato nel 2015 ed ora è arrivata la decisione finale, quella che ha gelato una donna impiegata negli uffici amministrativi della Polizia locale di Venezia. Licenziamento. La donna, 62 anni, ora è senza lavoro perché, diverse volte, durante l’orario di lavoro, si sarebbe assentata per portare a spasso il suo cane. L’amministrazione veneziana ha contestato alla dipendente infedele una trentina di ore di vacanza ingiustificata dal lavoro. La 62enne, insomma, risultava in ufficio ma in realtà svolgeva attività personali, come appunto portare a spasso il cane. Difficile per la donna contestare gli addebiti, visto che ci sono video e foto che comprovano le sue condotte illecite, risalenti al periodo tra marzo e maggio 2015. Gli investigatori avevano pedinato, seguito ogni spostamento della dipendente 62enne, accertando che, invece di lavorare, si faceva i fatti suoi. Atteggiamento decisamente vietato, che fa male sia al Comune che a tutti coloro che vorrebbero tanto lavorare ma sono disoccupati.

Timbrava il cartellino e poi si faceva i fatti suoi

Timbrava il cartellino e poi usciva dall’ufficio, svolgendo diverse attività. Più di una volta era tornata anche a casa. E’ anche per questo che l’impiegata del Comune di Venezia è indagata di truffa aggravata. Intanto il Comune l’ha licenziata. Adesso la donna dovrà vedersela con la giustizia. I suoi legali avrebbero chiesto il patteggiamento. Sarà il gip a verificare la congruenza di un’eventuale intesa. Gli investigatori hanno scoperto che l’impiegata disonesta, diverse volte, aveva timbrato il cartellino ed aveva svolto attività rilassanti, come visitare mostre o trascorrere del tempo a casa. E’ inammissibile che in Italia debbano succedere ancora episodi del genere. Una nazione dilaniata dalla disoccupazione e dalla povertà non può permettersi tutto ciò.

I furbetti italiani: più relax e meno lavoro

Dobbiamo stupirci davanti al licenziamento di un’impiegata comunale che portava a spasso il cane durante l’orario di lavoro? Certamente no. Viviamo in un Paese strano, dove si cerca di avere di più e fare di meno. L’Italia è un Paese meraviglioso ma ha anche molti difetti, nei che rappresentano la causa del suo dissesto. Alcuni esempi? A Palermo 270 netturbini, di punto in bianco, hanno ottenuto un certificato medico che gli ha impedito di pulire le strade; a Como gran parte degli operai sono diventati immediatamente impiegati e a Firenze il 40% degli agenti della Polizia municipale trascorre più tempo in ufficio che sulle strade.

In regioni come la Calabria la situazione è drammatica. Secondo recenti indagini, in tale regione 80 psicologi non assistono i pazienti ma, misteriosamente sono finiti negli uffici amministrativi. Che dire poi degli oltre 100 medici nel reparto di prevenzione, dove ne basterebbero meno della metà. Tale reparto è gremito, mentre altri, come assistenza domiciliare e screening oncologici sono vuoti. Come mai? A voi l’ardua sentenza.

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