Licenziato perché su Facebook al lavoro: qual è il danno causato alla Vibac?

By | 14 giugno 2017
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Usa Facebook mentre lavora: operaio licenziatoAvrebbe usato Facebook durante l’orario di lavoro, in fabbrica, e si è ritrovato senza lavoro. Ebbene sì, usare il popolare social network al lavoro può costare il licenziamento. La decisione presa dalla Vibac di Termoli, comunque, non è andata giù all’operaio licenziato, un padre di famiglia 42enne, e ai sindacati. La notizia è venuta alla ribalta grazie alla segnalazione di Lino Zambianchi, segretario regionale della Filctem-Cgil Molise. Questo ha sottolineato che l’azienda in questione è quella che, quattro anni fa, avviò una procedura di licenziamento collettivo giustificato dalla chiusura della fabbrica. In realtà tale procedura si sarebbe dimostrata un’escamotage per ridurre la retribuzione dei lavoratori. Questi vennero, in un certo senso, minacciati con lo spettro del licenziamento collettivo.

Dove sono le violazioni gravi?

‘Il diritto dell’azienda di disporre del destino di un padre di famiglia con moglie e due figli, però, dovrebbe essere esercitato contestando violazioni gravi e verificabili’, ha detto Zambianchi, riferendosi al caso dell’operaio di Termoli che ha ricevuto il benservito dalla Vibac. Il sindacalista ha sottolineato che il lavoratore è stato colpito duramente dall’azienda perché è impossibile accertare gli accessi a Facebook durante l’orario di lavoro; inoltre bisogna verificare il danno che il presunto comportamento del 42enne ha provocato alla Vibac. Danno ‘né menzionato, né descritto’.

Licenziato da un’azienda che, però, si è dimenticata di indicare il danno subito. La Vibac, secondo Zambianchi, non ha fatto alcun riferimento al presunto danno subito dal lavoratore licenziato perché avrebbe usato Facebook in fabbrica. L’organizzazione sindacale ha già annunciato uno sciopero, che si svolgerà nei prossimi giorni, per fornire ‘un minimo di dignità a chi viene privato dei mezzi per sopravvivere con un licenziamento ingiusto’.

Facebook al lavoro: rischio licenziamento

La Rete e l’accesso ai social durante l’orario di lavoro sono sempre più spesso al centro delle controversie di lavoro. A quanto pare, bisogna fare molta attenzione ad accedere spesso alla propria pagina Fb quando si lavora alle dipendenze altrui perché si rischia seriamente il licenziamento. L’anno scorso, ad esempio, il Tribunale di Brescia ha reputato giustificato il licenziamento di una segretaria che prestava servizio presso uno studio medico. L’atteggiamento della lavoratrice, secondo i magistrati, è stato tale da far ‘incrinare la fiducia del datore di lavoro’. Quella donna avrebbe ‘utilizzato impropriamente lo strumento di lavoro’, sapendo di non essere sottoposta a controlli stringenti da parte del datore di lavoro. Una cosa è certa: i casi di utilizzo dei social durante l’orario di lavoro che finiranno nelle aule giudiziarie saranno sempre di più nei prossimi anni.

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