Lidl Milano nelle mani della Mala: 15 arresti

By | 15 maggio 2017

Nelle mani della criminalità organizzata, a Milano, erano finiti anche vari punti vendita Lidl. Al centro di una nuova inchiesta, coordinata dalla procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Paolo Storari, c’è il clan Laudani di Catania. Tale organizzazione malavitosa avrebbe controllato anche una società di vigilantes che forniva personale al Tribunale di Milano. Al termine di numerose indagini, il gip Fanaleria ha emesso 15 ordinanze di custodia cautelare per i reati di associazione a delinquere, corruzione e favoreggiamento.

Lidl nel mirino del clan Laudani

Oltre agli arresti, nelle ultime ore sono finite in amministrazione giudiziaria quattro direzioni generali del colosso tedesco Lidl, due in Piemonte, una in Sicilia e una in Lombardia. A tali direzioni sono riconducibili ben 200 supermercati. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura meneghina sarebbero finite anche varie società che fornivano vigilantes al Tribunale di Milano. Tra le persone finite in manette c’è anche Francesco Palmieri, un ex sindacalista a cui i clan di Catania corrispondevano mille euro al mese per fargli conoscere politici locali da cui, successivamente, ottenevano favori. In manette per corruzione anche un’impiegata del Comune di Milano: avrebbe manovrato un appalto per ottenere un nuovo incarico.

Direzioni generali verranno amministrate dai giudici per sei mesi

Dalla Sicilia alla Lombardia il passo è più breve di quello che sembra. Le mani del clan Laudani erano arrivate anche a Milano. I tentacoli dell’organizzazione mafiosa avevano toccato anche diverse direzioni generali della celebre catena di supermarket Lidl. Le forze dell’ordine stanno eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare da questa mattina. Sono stati arrestati soggetti che avrebbero agevolato, in vari modi, il clan siciliano nel capoluogo lombardo. Sequestrati anche molti beni, disponibilità finanziarie e quote sociali. L’amministrazione delle quattro direzioni generali Lidl di Milano spetterà, dunque, ai magistrati per sei mesi; poi si vedrà.

Negli ultimi anni, le forze dell’ordine hanno inferto colpi forti al clan Laudani, un gruppo di criminali che si era creato una certa autonomia a Catania e provincia, a differenza di altri clan che si contendevano, a suon di minacce e lotte, fette di territorio. A delineare la struttura organizzativa del clan Laudani era stato, l’anno scorso, il procuratore aggiunto di Catania Amedeo Bertone. Il vertice della cricca è Sebastiano Laudani, da tempo in carcere. Secondo Bertone, il clan Laudani è suddiviso in gruppi: ciascuno avrebbe un rappresentante. A permettere di fare luce sull’organigramma del clan catanese è stato anche Giuseppe Laudani, diventato collaboratore di giustizia sette anni fa. Un gruppo di malavitosi spietati che, col metodo mafioso, era arrivato a spadroneggiare anche nel nord Italia.

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