Cronaca

Linda Brown è morta: simbolo della lotta al segregazionismo Usa

linda-brown-usa-discriminazioniEra il simbolo della lotta alla segregazione americana, al razzismo e a tutte le discriminazioni dovute al colore della pelle. Linda Brown se n’è andata in punta di piedi. Aveva 75 anni. Grazia a Linda è cambiato molto negli Usa. Grazie a lei non c’è più quel forte clima di odio verso le persone di colore. Una vita difficile e piena di sacrifici quella della Brown che, in tenera età, venne cacciata dalla scuola frequentata solo da studenti bianchi. Il padre contestò il provvedimento emesso dalla scuola nel suo quartiere, e il caso diventò ben presto emblematico della forte discriminazione razziale esistente negli Stati Uniti.

Linda Brown si è spenta a Topeka

Linda Brown è morta domenica scorsa a Topeka, Kan. Il decesso è stato confermato ieri, 26 marzo 2018, da un portavoce della Peaceful Rest Funeral Chapel di Topeka, che sta curando tutte le operazioni funebri. Non si conosce la causa del decesso della 75enne. Prima di Linda, a battersi per i diritti degli afroamericani fu il padre Oliver. Il suo nome è collegato alla famosa causa che finì davanti ai giudici della Corte Suprema degli Usa. Era il 1954 quando la Corte decise che le scuole che non accettavano ragazzi di colore erano intrinsecamente diseguali. La decisione scosse il mondo dell’istruzione e rappresentò una grande vittoria per la comunità afroamericana.

L’agenzia di pompe funebri ha detto che Linda Brown è nata il 20 febbraio 1943 a Topeka da Leola e Oliver Brown. Il quartiere in cui viveva la famiglia di Linda era comunque ben integrato. Nel 1985 la Brown disse riguardo alla sua infanzia: ‘Ho giocato con bambini che erano spagnoli-americani, ho giocato con bambini bianchi, bambini indiani e bambini neri nel mio quartiere’. I genitori della Brown non erano neanche delusi della scuola che la figlia stava frequentando.

Un tragitto lungo e difficile per andare a scuola

L’unica cosa che infastidiva il signor Oliver Brown era il tragitto casa-scuola che era stato imposto alla figlia. Linda doveva camminare molto, percorrere prima un cortile ferroviario e poi una strada trafficata. Alla fine un giro in autobus.

‘Quando avevo iniziato la passeggiata per me era stato molto terrificante. E poi quando era arrivato l’inverno dovevo affrontare una camminata al gelo. Lo ricordo bene. Ricordo di aver camminato tanto e le lacrime mi si congelavano in faccia, perché avevo cominciato a piangere’, aveva confessato Linda Brown. Riguardo al suo primo giorno di scuola alla Sumner School, Linda disse durante un’intervista, nel 1987, al Miami Herald che ‘era una giornata luminosa e soleggiata’. Avevano camminato speditamente, raggiungendo presto la scuola. I dirigenti scolastici però avevano detto al padre che studenti come lei non potevano frequentare tale scuola.

‘Potrei dire che c’era qualcosa di sbagliato, e lui, dopo essere uscito, mi aveva preso per mano e siamo tornati a casa. Abbiamo camminato ancora più energicamente. Io ho potuto sentire la tensione trasferita dalla sua mano alla mia’, aveva sottolineato la Brown. Grazie a Oliver e Linda, la Corte Suprema ha emesso un pronunciamento importantissimo. I giudici avevano rigettato la dottrina prevalente del ‘separato ma uguale’ che aveva permesso la segregazione razziale nelle scuole.

‘Separarli da altri di età e qualifiche simili unicamente a causa della loro razza genera un sentimento di inferiorità sul loro status nella comunità che può influenzare i loro cuori e le menti in un modo che difficilmente potrà essere annullato’, avevano detto i magistrati americani. Grazie a Linda e a tutte le persone che oggi si battono per migliorare questo mondo pieno di odio, rancore e discriminazioni.

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