Maestra Nadia Arcudi uccisa dal cognato?

By | 22 ottobre 2016

Il cognato della maestra Nadia Arcudi è stato arrestato ed ora dovrà rispondere di omicidio volontario e occultamento di cadavere

 

E’ ancora giallo sulla morte della maestra Nadia Arcudi. Il corpo esanime della 35enne è stato ritrovato in un bosco nel Comasco. Non si conosce il motivo per cui la donna si è recata in tale luogo e, ovviamente, c’è incertezza sul killer. Comunque, nelle ultime ore, è stato arrestato il cognato, Michele Egli.

 

Il cognato di Nadia è uno scrittore amatoriale

Per gli investigatori Michele Egli sa molto sulla morte della maestra di Stabio, paese svizzero a pochi chilometri dal confine con l’Italia. Anzi, si ipotizza che sia stato proprio l’uomo, tecnico informatico 42enne, ad uccidere Nadia. Michele avrebbe avvolto il cadavere in un tappeto, gettandolo poi in un bosco di Rodero, dove è stato ritrovato. Egli, sposato e padre di 2 figli, si trova già nel carcere in quanto accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il tecnico informatico ha detto agli inquirenti di aver trovato il cadavere di Nadia nella sua abitazione e per evitare un dolore immenso ai suoi cari l’ha avvolto in un tappeto e lasciato in un bosco del Comasco. Una versione che non convince gli investigatori, secondo cui è stato proprio  il 42enne ad uccidere la maestra di Stabio.

Le telecamere di sorveglianza hanno immortalato Michele Egli che, venerdì scorso, passava dal valico del Gaggiolo. L’uomo stava cercando probabilmente di occultare il cadavere. C’è incertezza, comunque, sul movente. L’ipotesi più accreditata è quella del delitto passionale ma non si escludono altre piste, come quella economica. C’è un particolare inquietante in questa storia: il cognato della Arcudi ama scrivere e in un suo romanzo, reperibile anche online, si parla anche del cadavere di una ragazza ritrovato nel bosco. Il romanzo è “Luci e Ombre”. Il leitmotiv del romanzo è proprio il bosco. Una coincidenza? La storia narrata nel libro presenta similarità con il delitto di Nadia Arcudi.

La maestra e il cognato non erano amanti

Le indagini vanno avanti. Adesso si attendono i risultati dell’autopsia sul cadavere della maestra di Stabio, una donna rispettata ed apprezzata da parenti, amici e colleghi. Nadia aveva iniziato da qualche mese a frequentare un uomo.

Michele Egli continua a professare la sua innocenza. Nel giro di poche ore è stato sottoposto a 2 interrogatori, sia in Italia che in Svizzera. Dure le accuse che gli sono state rivolte: omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il cognato della maestra ha detto più volte di aver lasciato nel bosco il corpo esanime della cognata perché non voleva turbare i suoi familiari.

Delitto passionale o con motivazioni economiche? Difficile rispondere adesso. Sembra che gli investigatori abbiano escluso il movente passionale in quanto la vittima e il cognato non erano amanti. Una ragione economica, allora, ha spinto il killer a freddare la maestra. E’ certo che, nei prossimi giorni, il tecnico informato verrà sentito altre volte dagli investigatori. A permettere di fare luce sulla vicenda, ovviamente, saranno i risultati dell’autopsia.

I medici hanno scoperto che il decesso della Arcudi è stato dovuto a un edema polmonare. Non si sa, però, cosa lo abbia scatenato. Il cadavere della maestra era bagnato a causa delle piogge torrenziali che, la scorsa settimana, hanno interessato quella zona. Nadia indossa, nonostante il freddo, solo maglietta e jeans. Sul corpo sono state notate solo diverse ecchimosi, nulla di più. Nessuna ferita importante.

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