Maestre inchiodate con una microspia: definivano ‘bugiardo’ un alunno

By | 2 marzo 2018

torino-maestre-microspiaDue genitori piemontesi hanno vissuto momenti di forte ansia per questioni legate al rapporto del figlio con la scuola, in particolare con le maestre e i compagni. Da un lato c’era il piccolo che aveva timore di recarsi a scuola, dall’altro le maestre, secondo cui il bimbo raccontava bugie. ‘Se continuate a credergli non crescerà per niente bene’, avrebbero detto le maestre ai genitori piemontesi. Le insegnanti affermavano che l’alunno offendeva i compagni e infastidiva le bambine. ‘Vostro figlio ha dei seri problemi di comportamento, andrebbe portato da un neuropsichiatra infantile e curato’, si sono sentiti dire i genitori torinesi. Chi mentiva? Il minore o le insegnanti? Per scoprirlo, il padre del bimbo ha pensato di usare una microspia.

Papà diventa investigatore

Il protagonista di questa storia ha 9 anni. Il bambino è stato definito ‘bugiardo’ dalle maestre. Per il bimbo invece le bugiarde sono le maestre, che gli hanno spesso attribuito parole e frasi mai dette. Il papà del minorenne, stanco di quelle accuse pesanti, si è improvvisato investigatore privato e, sfruttando le sue conoscenze (è un tecnico elettronico, ndr), ha nascosto nella felpa del figlio una microspia.

Per 5 mesi, il bimbo che frequenta la scuola elementare di un Comune nel Canavese ha assistito alle lezioni con una microspia nella maglietta. Lui non lo sapeva e non lo sapevano ovviamente le maestre e i compagni. Quello che ha immortalato l’apparecchio ha confermato la versione del piccolo, confutando invece la testimonianza delle educatrici.

Le insegnanti mentivano

Il papà piemontese voleva sapere chi diceva le bugie: il figlio o le maestre. Alla fine l’ha scoperto. A mentire sono sempre state le insegnanti. Ora l’uomo ha segnalato la vicenda alla preside e all’Ufficio scolastico regionale perché è in possesso delle prove che gli servivano, quelle che dimostrano l’atteggiamento riprovevole delle insegnanti in classe. L’uomo ha annunciato che nei prossimi giorni presenterà un esposto alla Procura di Ivrea.

Genitori si erano rivolti a una pediatra

L’avvocato della coppia piemontese, Enrico Maria Picco, ha detto: ‘I miei clienti si sono rivolti a una pediatra, secondo cui il problema poteva essere dovuto a una particolare situazione di stress. Allora hanno chiesto lumi alle maestre. E loro, per tutta risposta, hanno reagito spiegando che il bambino è istintivamente portato a mentire, in modo quasi patologico, tanto che hanno consigliato di rivolgersi a uno psicologo’.

Il padre del bimbo aveva deciso di piazzare il mini registratore nella felpa del figlio prima di rivolgersi all’avvocato. Quest’ultimo ha spiegato: ‘Il quadro che emerge dai file audio, a disposizione della scuola e dell’autorità giudiziaria, testimonia come implicitamente le maestre abbiano incitato al bullismo l’intera classe. Le insegnanti, inoltre, non solo hanno negato episodi effettivamente accaduti o frasi pronunciate ma sono arrivate a inventare fatti mai avvenuti’.

Un centinaio di registrazioni

Adesso il genitore piemontese ha in mano tantissime ed inquietanti registrazioni. In una si sente la maestra che incolpa il ragazzino di aver sferrato un pugno a un compagno e dice: ‘Vero che tu lo vedi fare a casa?’.

L’avvocato Picco, che ha già chiesto l’allontanamento delle maestre dalla scuola, aggiunge: ‘Le maestre hanno commesso gravi e intollerabili violenze psicologiche sul bambino, sgridandolo violentemente senza motivo, consentendo che venisse malmenato senza intervenire, umiliandolo davanti ai compagni’.

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