Cronaca

Maestre senza laurea non possono insegnare: cattedra fissa addio

maestri-diploma-avvocaturaVita dura per le maestre italiane senza laurea. Era da tempo che si attendeva il parere dell’Avvocatura sull’esclusione dall’insegnamento delle maestre con il diploma magistrale conseguito anteriormente al 2001-2002. Esclusione stabilita lo scorso dicembre dal Consiglio di Stato con una sentenza. I giudici amministrativi di secondo grado avevano, nello specifico, escluso le maestre prive del titolo accademico dalle Gae (graduatorie ad esaurimento), che rappresentano l’unica soluzione per accedere al ruolo.

Sentenza del Consiglio di Stato ha efficacia immediata

L’Avvocatura ha statuito che la sentenza del Consiglio di Stato ha efficacia immediata per i duemila maestri ricorrenti, che dunque non potranno far parte delle Gae. Passeranno alle graduatorie d’istituto e dovranno fare a meno del diritto alla cattedra fissa. Un comunicato del Ministero evidenzia che ‘in tutti gli altri casi bisognerà attendere le rispettive sentenze nel merito, che, con ogni probabilità, si uniformeranno alla decisione del Consiglio di Stato’.

Il caso delle maestre e maestri senza laurea vede protagoniste oltre 43mila persone, molte già assunte a tempo indeterminato. Il Ministero precisa che ‘tra questi non risultano insegnanti che da qui a giugno rischiano di essere mandati a casa’. La problematica si farà pressante, e dunque dovrà essere risolta, nei prossimi mesi, dunque all’inizio dell’anno scolastico 2018/2019.

No problem per i destinatari di sentenza passata in giudicato

‘Restano fermi i diritti acquisiti di coloro che sono risultati destinatari di una sentenza già passata in giudicato’, aggiunge la nota del Ministero. Non si devono preoccupare, in sostanza, i maestri assunti e destinatari di una sentenza passata in giudicato, che dunque non si può più impugnare.

Tutti coloro che sono riusciti ad ottenere la cattedra con riserva, invece, verranno licenziati e potranno solo fare supplenze. Una prospettiva logorante e mortificante, specialmente per chi non ha più 20 anni. I precari presenti nelle Gae confluiranno nelle graduatorie d’Istituto.

Le maestre e i maestri in possesso del diploma magistrale non ci stanno e, ultimamente, hanno organizzato molti cortei di protesta e scioperi a Roma, Milano, Torino e Bologna.

A protestare, per ragioni opposte, anche i dottori in Scienze della formazione primaria e tutti quelli inclusi nelle Gae che sono stati superati dai diplomati che avevano presentato ricorso. Ma cosa aveva stabilito, nei mesi scorsi, il Consiglio di Stato?

Scuole magistrali chiuse 17 anni fa

La sentenza emessa dai giudici amministrativi di secondo grado aveva statuito che non si può svolgere la professione di maestro solo con il diploma magistrale ma occorrono la laurea e la scuola di specializzazione.

Il caso risale a 17 anni fa, quando venne ordinata la chiusura delle scuole magistrali e, in virtù della riforma Moratti, venne disposto che per insegnare occorrono la laurea e la scuola di specializzazione. Dopo quella riforma, molti diplomati proposero ricorso e lo vinsero, entrando nelle Gae.

Ad oggi chi è destinatario di una sentenza passata in giudicato non deve avere paura di perdere il posto e, quindi, diventare supplente. Gli altri, comunque, devono rammentare che la decisione del Consiglio di Stato di dicembre non ha efficacia immediata ma si dovranno attendere altre sentenze di merito che, con ogni probabilità, non si discosteranno da quella del Consiglio di Stato.

Le proteste delle organizzazioni sindacali

Le varie organizzazioni sindacali, per garantire un sereno inizio del prossimo anno scolastico e, a causa delle recenti sentenze, auspicano un tempestivo intervento del legislatore. E’ necessario tutelare poi i vari interessi in gioco, ovvero quelli degli studenti (che non devono essere privati della didattica di qualità), dei maestri diplomati e dei laureati in Scienze della formazione primaria.

Valeria Fedeli, attuale ministro dell’Istruzione, aveva detto durante un incontro con alcune maestre piemontesi: ‘Anche io sono diplomata e rispetto la vostra formazione e professionalità… Tutte le professionalità saranno rispettate perché, fermo restando il parere dell’Avvocatura, se ci sarà un rientro, non tutte le posizioni saranno uguali’.

Per molti maestri, il vero responsabile di questo scempio è Renzi e il suo Governo, a cui ricordano che ‘non esistono insegnanti di serie A e di serie B’.

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