Cronaca

Mafia, boss Bernardo Provenzano è morto

E’ morto il boss mafioso Bernardo Provenzano. Il padrino era malato da tempo. E’ stato messo il punto, così, a un racconto di stragi, odio, crudeltà e latitanza. Provenzano è stato il mandante di numerosi omicidi, spietato come il compagno Totò Riina, ma religioso. Sul suo comodino non mancava mai la Bibbia. Del resto, tutti i mafiosi dicono di essere, paradossalmente, religiosi.

Bernardo Provenzano: una vita da latitante

Bernardo Provenzano è nato e vissuto a Corleone, città dove è finita la sua lunga latitanza, l’11 aprile del 2006. Il boss mafioso si trovava in un casolare di campagna. Famosa la frase che disse a Renato Corte, agente della Squadra mobile di Palermo:

“Voi non sapete cosa state facendo”.

Cortese e i suoi colleghi, invece, sapevano benissimo cosa stavano facendo: consegnavano alla giustizia un uomo che si era macchiato di crimini efferati, che aveva limitato la libertà di molte persone e seminato panico. Era dal 1963, prima dell’11 aprile del 2006, che Bernardo non guardava negli ogni un poliziotto, ovvero quando venne invitato a presentarsi nella caserma di Corleone. Dopo qualche mese venne condannato per l’uccisione di Francesco Streva. Da quel momento in poi iniziò la lunga latitanza di Bernardo Provenzano, una latitanza durata 43 anni.

Personaggio chiave nella trattativa Stato-mafia

Se n’è andato un personaggio spietato e misterioso che, secondo molti, Massimo Ciancimino, tradì addirittura Totò Riina pur di sottrarsi agli stringenti controlli delle forze dell’ordine. Su tale questione sono state avanzate molte ipotesi, tra cui diverse collegate alla trattativa Stato-mafia. Provenzano, si mormora, aveva molti amici all’interno della politica e delle istituzioni italiane. Tale ipotesi si fonda su diverse circostanze, come le mancate catture e la lunga latitanza. Solo il diretto interessato conosceva molti misteri italiani, solo il capomafia che se n’è andato nelle ultime ore, in una camera dell’ospedale San Paolo di Milano.

Bernardo Provenzano aveva 83 anni ed era sottoposto al regime del 41 bis.

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