Cronaca

Malala censura inerzia San Suu Kyi: diverbio tra Nobel per la Pace

Malala Chiede Rispetto per la Minoranza Islamica in BirmaniaMalala, 20enne pachistana e Nobel per la Pace, ha recentemente bacchettato la leader birmana, anche lei Nobel per la Pace, San Suu Kyi perché non avrebbe ancora fatto nulla per far cessare gli abusi sui Rhoingya, la minoranza etnica musulmana in Birmania. Malala è sconcertata per l’atteggiamento della leader birmana e chiede provvedimenti immediati. Su Twitter Malala ha scritto che sta attendendo una dura reazione di San Suu Kyi alla ‘pulizia etnica’ che negli ultimi tempi ha avviato l’esercito birmano e che sta decimando i Rhoingya. Gli appartenenti a tale minoranza stanno soffrendo molto. Malala ha sottolineato che lei e il mondo stanno aspettando che la leader birmana si attivi per mettere fine a questo scempio. Il post della 20enne pachistana, dunque, rappresenta un attacco alla ‘compagna di Nobel’. Malala, comunque, non è la prima persona che pretende un intervento della leader birmana.

La riflessione di Boris Johnson

Vari Nobel per la Pace, nei giorni scorsi, hanno chiesto a San Suu Kyi di porre un freno alle crudeltà sui Rhoingya. Lo stesso Boris Johnson, attuale ministro degli Esteri ed ex sindaco di Londra, pur rimarcando il suo supporto alla leader birmana nel processo di ‘democratizzazione’ del Paese, ha spiegato che le violenze che sta subendo la minoranza musulmana potrebbero ‘rovinare la reputazione della Birmania’.

I tweet di Malala

E’ stato l’intervento di Malala, però, quello che ha avuto il più forte impatto mediatico. Malala e San Suu Kyi sono donne simili, entrambe combattenti per la pace ed energiche. La 20enne pachistana, però, non accetta il silenzio della ‘compagna di Nobel’, un silenzio che porta morte e disperazione. Malala ha twittato nelle ultime ore: ‘Negli ultimi anni ho ripetutamente condannato il tragico e vergognoso trattamente dei Rhoingya. Sto ancora aspettando che la mia compagna di Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi faccia lo stesso. Il mondo sta aspettando e i Rhoingya stanno aspettando’. In un altro tweet, la giovane incalza: ‘Fermate le violenze. Oggi abbiamo visto immagini di bambini uccisi dalle forze di sicurezza della Birmania. Questi bambini non hanno fatto del male a nessuno, eppure le loro case vengono bruciate e distrutte. Se la loro casa non è in Birmania, in cui i Rhoingya hanno vissuto per generazioni, dov’è? I Rhoingya dovrebbero ottenere la cittadinanza birmana, il paese in cui sono nati’. Numerose organizzazioni per i diritti civili hanno censurato l’esercito birmano, accusandolo di crimini contro l’umanità.

Negli ultimi tempi, nella parte settentrionale della Birmania, sono stati uccisi oltre 400 Rhoingya. Come mai il Nobel per la Pace San Suu Kyi sta consentendo questa mattanza?

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