Malaria: piccola Sofia morta per un ago infetto?

By | 11 settembre 2017

Trento, Sofia infettata con ago pungidito: l'ipotesi del dottor PasiniLa piccola Sofia Zago potrebbe aver contratto la malaria mediante un ago infetto. Si fa strada una nuova ipotesi sul contagio della bimba di 4 anni di Trento, morta di malaria all’ospedale di Brescia. La fonte della contaminazione, dunque, potrebbe essere stato un ago pungidito, ovvero quello che solitamente si usa per il controllo della glicemia o per accertare la presenza della malaria. A sollevare questa congettura è stato, nelle ultime ore, il direttore del Centro di Travel Medicine and Global Health, Walter Pasini. La piccola potrebbe essersi ammalata di malaria presso l’ospedale di Trento, dove erano ricoverate altre bimbe affette da malaria. ‘Sembra assumere sempre maggior corpo nella vicenda di Trento quella che sin dall’inizio appariva l’ipotesi più probabile, e cioè che la povera bambina abbia contratto l’infezione nel periodo dal 16 al 20 agosto, dal sangue infetto attraverso un errore umano, quando era ricoverata in un reparto pediatrico che ospitava due bambine africane ammalate di malaria’, ha chiosato l’esperto. Un ago infetto, perciò, sarebbe stato alla base del contagio.

Ipotesi zanzara anophele è inverosimile

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Il dottor Walter Pasini sostiene che l’ago infetto sarebbe stato un ago pungidito con cui si misura la glicemia. La piccola doveva essere costantemente monitorata perché diabetica. Per l’esperto è altamente improbabile l’ipotesi della zanzara anophele che ha dapprima punto una delle bimbe africane affette da malaria e poi Sofia. Tra l’altro, nel nosocomio non sarebbero state rinvenute tracce di tale specie di zanzara.

‘La vicenda pone drammaticamente in evidenza il tema delle infezioni intraospedaliere, che sono le più frequenti, e gravi complicanze dell’assistenza sanitaria e componente importante della nocività dell’ospedale’, ha aggiunto il dottor Pasini.

La Procura di Trento, che ha aperto un’inchiesta contro ignoti per omicidio colposo, non esclude nessuna ipotesi, nemmeno quella della zanzara autoctona.

Infezioni intraospedaliere sempre più frequenti

Alla base della morte di Sofia Zago, bimba di 4 anni, potrebbe esserci dunque un’infezione intraospedaliera. Un’ipotesi inquietante avanzata di recente dal dottor Pasini.

Le infezioni ospedaliere costituiscono una delle peggiori problematiche dell’assistenza sanitaria. Si tratta di contagi che avvengono durante la degenza ospedaliera. I sintomi della malattia presa in ospedale possono manifestarsi, però, anche dopo le dimissioni. Le persone che rischiano maggiormente le infezioni intraospedaliere sono, oltre ai pazienti, medici, infermieri, volontari, tirocinanti e studenti. Ci sono poi fattori che favoriscono il contagio. Eccone alcuni:

  • altre patologie o infezioni
  • età
  • traumi
  • denutrizione
  • trapianti d’organo

Secondo gli esperti, uno de motivi per cui, negli ultimi anni, c’è stata un’escalation di infezioni ospedaliere è l’uso abnorme degli antibiotici, che favorisce il rafforzamento dei batteri.

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