Cronaca

Malata di tumore licenziata da un’istituzione religiosa

Licenziata dopo aver scoperto di avere un tumoreL’unica colpa di una donna che ha lavorato per 30 anni in un’istituzione che si professa religiosa è quella di essersi ammalata di tumore. Ebbene sì, proprio oggi, 1 maggio 2018, giornata in cui  tutti i lavoratori festeggiano, siamo costretti a riportare un’infelice notizia che riguarda il mondo del lavoro. Una donna, impiegata al Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano è stata licenziata dopo essersi ammalata di cancro.

Sempre operosa e abnegata

Ha sempre svolto il suo lavoro con passione ed abnegazione, ma adesso non serve più perché non è attiva e ‘funzionale’ come un tempo. Così, una donna che per 33 anni ha curato i pazienti del Piccolo Cottolengo, pulendo anche i locali, ha ricevuto la lettera di licenziamento.

L’Ats (Agenzia di tutela della salute) ha reputato la malata oncologica idonea al lavoro anche se alcune capacità si sono ridotte. La perturbante vicenda è stata riportata dal Sindacato generale di base, che supporterà la dipendente nella causa legale per la reintegrazione e denunzierà il caso durante la manifestazione che si svolgerà il 1 maggio 2018, ovvero oggi.

Dipendente coniugata e madre di un figlio

La donna che si è ammalata di tumore, 5 anni fa, è coniugata ed ha un figlio, che studia. Per la sua mansione (ausiliaria socio-assistenziale), svolta per 36 ore a settimana, percepisce 1.100 euro netti al mese. Il tumore ha ridotto alcune capacità della dipendente, come alzare pesi superiori ai 5 kg, ma è comunque in grado di somministrare i pasti e svolgere normali attività, come pulire ed accudire i pazienti autonomi.

‘Altri dipendenti nelle mie condizioni sono stati ricollocati in lavori analoghi e non perché  questo non debba essere fatto per me. Dopo 33 anni di dedizione al lavoro vengo messa alla porta da un’istituzione che si dice religiosa’, ha detto la 53enne ai microfoni dell’Ansa.

L’osservazione del Piccolo Cottolengo

Il Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano, dal canto suo, ha spiegato mediante il suo direttore generale che si è cercato di ricollocare la dipendente affetta da cancro  ‘in mansioni differenti, equivalenti o finanche inferiori a quelle attuali compatibili con il suo stato di salute, appurando tuttavia l’insussistenza di posizioni alternative disponibili, sia presso la struttura di Milano, sia presso le altre sedi della Provincia’.

Una vicenda che turba non poco quella che vede protagonista una dipendente del Piccolo Cottolengo. La signora ha ricevuto la lettera di licenziamento poco dopo aver saputo di essere malata di tumore. Oggi probabilmente la signora non festeggerà perché non ha motivo per festeggiare. Cosa festeggia? Un lavoro che le è stato tolto perché malata di tumore? Ma queste sono altre questioni.

Simona: licenziata perché malata di cancro

Il caso della 53enne milanese ricorda quello di Simona, una 40enne romana che 3 anni fa aveva ricevuto il benservito dall’azienda in cui lavorava. Anche Simona aveva scoperto di essere malata di tumore ed aveva dovuto assentarsi, per un periodo, dal lavoro. Simona doveva curarsi. Un giorno la donna aveva trovato nella cassetta della posta la lettera di licenziamento. Il benservito sarebbe stato dovuto al ‘superamento del periodo di comporto’.

Simona lavorava in uno dei tanti negozi che si trovano nel centro commerciale Roma Est ma, secondo la sua azienda, si era assentata troppo dal lavoro: 20 giorni in più rispetto al limite massimo fissato dall’art. 175 del contratto nazionale del terziario. Laconica e agghiacciante la lettera ricevuta da Simona: ‘Siamo a comunicarle con la presente che il rapporto fra noi in essere si intende risolto a tutti gli effetti con decorrenza immediata’.

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