Cronaca

Malata di Sla maltrattata in clinica calabrese, depauperata della dignità

Malata di Sla sottoposta a violenze psicologiche, nove medici e infermieri arrestatiUna malata di Sla è stata costantemente umiliata e privata della dignità da medici e infermieri della clinica San Vitaliano di Catanzaro, in Calabria. La donna, paralizzata da cinque anni, non era visitata da parenti e amici e, per questo, cinici operatori sanitari se ne approfittavano. Nell’ambito dell’inchiesta ‘Urla silenziose’, il gup di Catanzaro ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 persone, tra medici e infermieri. A dirigere l’inchiesta è stata la Procura di Catanzaro, che ha accertato le condotte immonde della struttura sanitaria calabrese. E’ stato constatato che la povera paziente era sottoposta costantemente a violenze psicologiche. Gli uomini della Squadra mobile e del Nisa avevano avviato gli accertamenti dietro segnalazione della stessa signora affetta da Sla.

Le denuncia della malata

E’ bastata una email, inviata alle forze dell’ordine da una donna affetta da Sclerosi laterale amiotrofica per far venire a galla una storia raccapricciante, una storia di abusi su una persona indifesa da parte di soggetti che, invece, dovevano curarla e sorvegliarla. Le nove persone arrestate, adesso, dovranno rispondere di maltrattamenti aggravati dai motivi abietti. La paziente, a quanto pare, riesce a comunicare con il mondo solo con un dispositivo tecnologico sofisticato, visto che è paralizzata. Gli operatori sanitari arrestati, però, si sarebbero divertiti a bloccare l’audio del comunicatore o posizionare il monitor in un altro punto della stanza, in modo da non permettere al lettore ottico di individuare le sue pupille. Attraverso tali azioni abiette, la paziente non solo non poteva più comunicare, ma era impossibilitata anche a scrivere, leggere, consultare il web e leggere la posta elettronica. La donna affetta da Sla ha dovuto trascorrere giornate intere a fissare il soffitto.

Medici e infermieri della clinica di Catanzaro avrebbero abusato dei loro poteri, rifiutando di prestarle assistenza. Il personale sanitario, insomma, era stanco delle sue continue richieste. L’atteggiamento dei sanitari calabresi, comunque, è ingiustificabile e non è un caso che il gip abbia disposto per nove di essi gli arresti. In Italia molti malati di Sla passano le loro giornate in cliniche ad hoc ma fortunatamente incontrano operatori sanitari umani e con un cuore d’oro, che cercano in ogni modo di alleviare le loro sofferenze.

Nuovo farmaco contro la Sla

La paziente sottoposta a violenze psicologiche nella clinica calabrese è paralizzata. La Sla, purtroppo, conduce le persone che colpisce alla paralisi. In Italia si contano circa seimila persone affette dalla  patologia che provoca una degenerazione motoria. La signora ricoverata in Calabria e tutti gli altri malati potranno, in futuro, beneficiare di un trattamento innovativo che frena la degenerazione motoria. Il portentoso farmaco si chiama Radicut ed ha già ottenuto l’autorizzazione all’erogazione dall’Aifa. A fare la richiesta formale all’Aifa era stata l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica.

Il Radicut era stato introdotto in Giappone per la cura dell’ictus e, negli ultimi tempi, è stato oggetto di studi in Italia. I ricercatori italiani hanno scoperto, nello specifico, che il Radicut rallenta in maniera moderata la degenerazione muscolare in determinati pazienti, ovvero quelli non malati da più di due anni, che possono respirare bene ed hanno una lieve decadenza muscolare. Un farmaco, dunque, non per tutti i malati di Sla. Peccato.

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