Cronaca

Malato di sclerosi multipla scopre cannabis terapeutica: il caso Nicola Loiotile

Malato ricorre al mercato nero per procurarsi cannabis terapeuticaTantissime persone, ogni giorno, devono fare i conti con la sclerosi multipla, una patologia neurodegenerativa demilinizzante, ovvero che danneggia il sistema nervoso centrale. Tra questi c’è il barese 48enne Nicola Loiotile, che combatte contro la malattia da 9 anni. L’anno scorso, però, il quarantenne barese si è reso conto che esiste una sostanza che lo fa stare bene, che lenisce i dolori e, in un certo senso, lo fa vivere dignitosamente, ovvero la cannabis terapeutica. Il problema, però, ancora una volta è rappresentato dalle lungaggini burocratiche.

Il ricorso al mercato nero

‘La burocrazia costringe me e tanti altri malati a dover ricorrere al mercato illegale per recuperare la cannabis, perché tra un ciclo e l’altro della terapia che ci prescrive il medico capita di stare anche mesi senza il farmaco’. Lo ha dichiarato il signor Nicola, che ogni giorno dovrebbe assumere un grammo di Bediol e due grammi di Bedrocan. Dovrebbe, appunto, assumere. Sì perché il paziente aspetta un po’ di Bedrocan da un paio di mesi. Ci è abituato, comunque, il 48enne che, in passato, ha dovuto attendere tre mesi e mezzo prima di ottenere ambedue i farmaci. Una situazione inammissibile in un Paese civile. E’ questa la ragione per cui il malato barese ed altre persone colpite dalla sclerosi multipla cercano la cannabis altrove, ricorrendo anche al mercato illegale.

Nicola non vuole certamente infrangere la legge, vuole solo sentirsi meglio. Purtroppo, spesso, trova sostanze di pessima qualità che, invece, lo fanno stare peggio. Una situazione decisamente allarmante di cui chi di dovere si dovrebbe interessare immediatamente. ‘Mi appello al presidente della Regione Michele Emiliano’, ha affermato Loiotile,  affinché venga adottata una soluzione. Troppi malati stanno soffrendo tanto. Il caso del signor Loiotile, che deve recarsi dai pusher per procurarsi la cannabis terapeutica, per stare meglio, fa riflettere. Nicola non vuole assolutamente comportarsi in modo illecito ma la burocrazia italiana è lentissima e lui soffre. Non può attendere così tanto prima di ricevere le sostanze che non gli fanno sentire dolore.

In Puglia vivono tante persone nelle stesse condizioni di Nicola

Il 48enne barese ha confessato che in Puglia ci sono tantissime altre persone nelle sue condizioni, alcuni sono anche malati terminali ed epilettici. Gente che, per colpa della lentezza della ‘macchina burocratica’, è costretta a soffrire e, per lenire i patimenti, deve alimentare il mercato illegale. Ecco perché Nicola Loiotile ha bisogno di cannabis terapeutica: ‘Ne sento subito i benefici. Riesco a muovermi con più facilità. Avevo cominciato a usare una sola stampella. E poi mi torna il buon umore, la notte dormo bene e l’incontinenza scompare. Non è bello alla mia età dover mettere il pannolone…’.

La cannabis è tutto, o quasi, per Nicola e molti pazienti che devono costantemente affrontare dolori insopportabili. Loiotile dice che tale sostanza, a differenza di altre, ha un solo effetto collaterale, ossia la secchezza della bocca, ma basta bere un po’ d’acqua e tutto passa. Non è semplice ottenere la cannabis terapeutica seguendo percorsi legali. Dopo la prescrizione medica, infatti, il paziente deve recarsi in una farmacia ospedaliera che, a sua volta, ordina la sostanza da una farmacia privata. Nicola vorrebbe che lo Stato permettesse ai malati di piantare un po’ d’erba. L’atteggiamento dei burocrati, invece, lo fa indignare. Perché lo Stato non rispondere al dolore di tante persone? Si attende una chiara risposta delle istituzioni.

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