Malore in classe, insegnante salvata dagli alunni

By | 2 giugno 2017

Salerno, insegnante sviene in classeUn’insegnante 67enne del liceo Alfano di Salerno ha accusato un malore, ieri mattina, ed ha improvvisamente perso i sensi. Provvidenziale l’intervento dei suoi alunni che hanno messo in pratica gli insegnamenti, relativi alla rianimazione, appresi proprio durante i corsi tenuti nell’istituto. In attesa dell’arrivo degli operatori sanitari, gli studenti hanno eseguito le manovre rianimatorie ed hanno consentito alla prof, prossima alla pensione, di salvarsi. Una storia a lieto fine a Salerno.

Una festa a sorpresa per la prof

Poteva avere un epilogo funesto l’episodio avvenuto ieri in un liceo di Salerno, invece, grazie al repentino intervento degli alunni, tutto è andato bene. E pensare che ieri mattina gli studenti avevano organizzato un party a sorpresa per salutare la professoressa. Quando la donna si è accasciata, i ragazzi hanno subito avvisato un’assistente esperta nell’utilizzo del defibrillatore e, in attesa dell’arrivo del personale sanitario, hanno eseguito tutte le procedure di rianimazione apprese a scuola. La professoressa è stata condotta all’ospedale Ruggi d’Aragona ma, secondo le prime indiscrezioni, non è in pericolo di vita. Sembra che l’insegnante di italiano abbia accusato il malore proprio all’inizio della lezione.

‘Non mi sento bene, scusate ragazzi’, sarebbero state le ultime parole della professoressa, prima di perdere i sensi. Panico in aula. Tra lacrime e disperazione, però, gli alunni non si sono persi d’animo ed hanno soccorso perfettamente la stimata prof. Un gesto di solidarietà nei confronti di un’insegnante sull’orlo della pensione, con tanti anni di insegnamento alle spalle. Le manovre di rianimazione e il defibrillatore sono stati fondamentali per non far precipitare la situazione, sebbene l’intervento degli operatori sanitari sia stato tempestivo. L’insegnante è stata tenuta sotto osservazione, nel reparto di Terapia intensiva del Ruggi d’Aragona per diverse ore. Attualmente non si conosce la causa del malore. Forse la donna è stata colta da un ictus, anche se è presto per giungere a conclusioni. Il personale del nosocomio salernitano hanno sottoposto la 67enne ad esami approfonditi. Sono state escluse già lesioni a livello neurologico e cardiaco.

La prof andrà in pensione a settembre

L’insegnante che, ieri, si è sentita male in classe andrà in pensione a settembre. Forse è stata l’emozione a giocarle un brutto scherzo. I suoi allievi, infatti, avevano organizzato una festa in classe per ringraziarla e salutarla. Secondo le ultime informazioni, la prof è una donna solerte, attiva e proattiva, tenendo lezioni anche nel pomeriggio, gratuitamente; insomma si tratta di una persona che svolge il suo mestiere per passione, non per altri scopi. Il bene che le vogliono i suoi alunni ne è chiara testimonianza. I medici del Ruggi non escludono che possa essere stato il caldo a far sentire male l’insegnante.

La rianimazione degli studenti è stata benefica

Se nessuno fosse intervenuto con il defibrillatore e con le manovre di rianimazione, ieri mattina, al liceo Alfano di Salerno cosa sarebbe accaduto alla professoressa 67enne? Nessuno lo sa ma, comunque, la donna avrebbe rischiato molto. Invece, la rianimazione in attesa dell’arrivo del personale sanitario è stata benefica. L’episodio fa riflettere sull’importanza dei corsi di rianimazione cardiopolmonare e di primo soccorso nelle scuole. Sono passati due anni dall’approvazione del ‘Kids Save Lives’, da parte della World Healt Organization, ma ancora non c’è omogeneità in Europa in tema. Il documento esorta ad introdurre nel programma di tutte le scuole al mondo di due ore, nell’arco dell’anno scolastico, di formazione sulla rianimazione cardiopolmonare per i giovani over 12. Sembra che in tale età i ragazzi apprendano più rapidamente le indicazioni, quindi possono facilmente salvare la vita, ad esempio, a una persona colpita da un arresto cardiaco. Imparare presto come rianimare una persona è determinante, secondo gli esperti, perché in tal modo le istruzioni non verranno mai dimenticate. Attualmente solo in 5 nazioni è stata varata una legislazione che disciplina l’insegnamento delle manovre di rianimazione e di pronto soccorso nelle scuole, ovvero  Belgio, Francia, Italia, Danimarca e Portogallo. In tali nazioni, tuttavia, non sempre le leggi sono applicate a dovere, quindi può capitare che in molte scuole non vengano contemplate le due ore annuali destinate all’insegnamento delle manovre di rianimazione. Come al solito, è compito delle istituzioni garantire e rendere più agevole l’attuazione del dettato legislativo.

‘Siamo convinti che la formazione al primo soccorso in giovane età sia di fondamentale importanza per il bene di tutti, con ripercussioni positive sulla salute pubblica. La diffusione di queste conoscenze, favorite dalla spinta legislativa e dalla campagna di sensibilizzazione a livello mondiale, potrebbe aumentare notevolmente le possibilità di rimanere in vita in caso si venga colpiti da arresto cardiaco’, ha affermato Federico Semeraro, presidente di Italian Resuscitation Council. I professori sono di carne ed ossa, quindi possono accusare malori anche durante le lezioni, in classe. E’ doveroso che gli studenti siano a conoscenza delle pratiche di rianimazione. Non dimentichiamo, poi, che l’arresto cardiaco è la terza causa di morte nelle nazioni industrializzate: ogni anno le patologie cardiovascolari uccidono 700.000 europei e 400.000 americani. Numeri sconvolgenti che devono rappresentare un pungolo alla formazione in tema di rianimazione cardiopolmonare. Il numero di decessi si potrebbe dimezzare se le persone che assistono a un evento traumatico, come un arresto cardiaco, fossero in grado di eseguire tempestivamente le manovre  di rianimazione. Insegnare anche ai ragazzi in età scolare, dunque, come rianimare persone in difficoltà è molto importante per ridurre i decessi dovuti a problemi cardiaci.

Gli addetti al primo soccorso nelle scuole

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Sapere come soccorrere una persona colta da un malore è importante in tutti gli ambiti, ovviamente anche a scuola. Sia gli insegnanti che gli alunni dovrebbero essere in grado di gestire situazioni critiche. Eppure, non sempre in Italia vengono organizzati corsi di formazione ad hoc. Va precisato che in ogni plesso italiano vi deve essere un addetto al primo soccorso, designato dal dirigente scolastico, ma non è detto che sia sempre presente a scuola. Ne deriva che nelle scuole c’è bisogno di un maggior numero di persone in grado di intervenire prontamente ed efficacemente in caso di malore di un alunno o di un professore. E’ giusto che i ragazzi apprendano le manovre di rianimazione a scuola, luogo dove trascorrono gran parte della giornata, insieme agli amici e ai professori. La scuola, del resto, è il luogo dove ogni persona viene a conoscenza delle cose più importanti. Gli alunni, non dimentichiamolo mai, sono gli adulti del futuro, quindi soggetti che potrebbero salvare tante vite.

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