Cronaca

Malore per nonna Peppina: troppo freddo nel container

Le temperature rigide di questi giorni stanno mettendo a dura prova i terremotati del Centro Italia nei container. Difficile vivere in queste condizioni per nonna Peppina, la 95enne ‘sfrattata’ recentemente dalla sua casetta di legno e costretta a vivere in un container. Nonna Peppina, al secolo Giuseppina Fattori, non riusciva più a tollerare il freddo nel container e si è recata dalla figlia. Il gelo, però, ha compromesso la sua condizione fisica e si è sentita male. L’anziana è stata quindi trasportata d’urgenza al Pronto soccorso di Civitanova Marche.

Nonna Peppina: riacutizzazione di una malattia respiratoria

I medici dell’ospedale marchigiano hanno accertato la recrudescenza di una malattia respiratoria. Nonna Peppina però è tenace ed ha superato anche tale malore. I medici l’hanno subito dimessa.

Adesso Giuseppina sta con la figlia a Castelfidardo, in provincia di Ancona. Una persona così anziana non può certamente vivere in un container quando le temperature sono rigidissime.

La figlia di nonna Peppina, Gabriella, dice che l’anziana vorrebbe tanto tornare nella sua casetta di legno.

Parlamento approva norma ‘salva-Peppina’

Il Parlamento italiano avrebbe nel frattempo approvato una norma ribattezzata ‘salva-Peppina’, che consentirebbe alla 95enne di tornare nella casetta di legno costruita dai sui parenti. La norma è stata approvata ma l’iter è lungo e tortuoso. Un iter tipicamente italiano.

La storia di nonna Peppina è balzata ultimamente agli onori delle cronache. Dopo il potente terremoto  che l’anno scorso aveva messo in ginocchio il Centro Italia, nonna Peppina era stata costretta a lasciare la sua casa.

Sgarbi critica le istituzioni

Si è detto tanto, e tanto si dirà sul caso nonna Peppina. Ha detto la sua, di recente, anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi: ‘Non si capiscono le lentezze, le antimafie che rallentano i lavori, le gare. Bisogna rimettere in piedi i posti, non puoi lasciare Peppina, che non sa dove deve andare. Gliel’hanno smontata la casa? No, perché era tutta una balla. Mettono le scadenze. Prima era ottobre, adesso è dicembre, dopo sarà febbraio. Il nostro slogan è ci avete rotto il c…o’.

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