Cronaca

Maratona in Alaska: Roberto Zanda rischia amputazione degli arti

Roberto-Zanada-maratona-amputazione-artiPotrebbe costare cara, a Roberto Zanda, una maratona al gelo estremo in Alaska. Roberto, atleta di Cagliari, ha partecipato alla Yukon Artic Ultra, la più difficile maratona in solitaria tra neve e ghiaccio. Zanda, nonostante il dolore e il freddo intenso, è riuscito a tornare in Italia. Ora si trova all’ospedale di Aosta e rischia di perdere tutti gli arti: “‘Come sono sopravvissuto a 50 gradi sotto zero per oltre 10 ore? A piedi scalzi in quel ghiaccio stava per vincere il senso di colpa per non aver raggiunto il risultato e vinto la gara (ero secondo) per il mio popolo sardo. Poi mi sono ripreso e ho detto al Signore: ‘Prendiamo un accordo: toglimi pure mani e piedi, ma fammi vivere, fammi tornare a casa, nella mia isola, da mia moglie Giovanna’”, ha confessato di recente l’atleta sardo.

Arti sottoposti al congelamento estremo

Roberto Zanda è un superstite. E’ riuscito percorrere a piedi, sulla neve e il ghiaccio, oltre 300 km. Adesso spera nel miracolo all’ospedale Parini di Aosta. I suoi arti sono stati sottoposti a un grave congelamento e probabilmente verranno amputati. Inizialmente Roberto era stato medicato dagli esperti del nosocomio canadese di Whitehorse; poi è stato trasferito in quello valdostano.

Il maratoneta cagliaritano rischia di restare senza mani e piedi. Gli esperti del team multidisciplinare dell’ambulatorio di Medicina e neurologia di montagna stanno cercando di salvare gli arti di Zanda. I luminari hanno, in passato, trattato casi simili di congelamento eccezionale. ‘È il caso più grave di congelamento che ci sia mai arrivato, un quarto grado. La situazione di Roberto è migliorata, ma resta molto critica. Rispetto a quello che gli è successo è evidente che siamo di fronte a un fisico eccezionale, fuori dagli schemi’, spiega Guido Giardini, responsabile del gruppo di Medicina di montagna.

Un intervento pionieristico per trattare il grave congelamento

I medici dell’ospedale valdostano, per evitare l’amputazione di braccia e gambe del maratoneta sardo, stanno ricorrendo alla somministrazione di anticoagulanti, vasodilatatori e antibiotici. E’ probabile, inoltre, l’esecuzione di un’operazione mai effettuata finora per fronteggiare il congelamento estremo. Flavio Peinetti, coordinatore del reparto di Chirurgia vascolare, ha affermato riguardo all’intervento chirurgico innovativo: ‘Si tratta dell’autotrapianto cellulare che consiste in un prelievo di 250 millilitri di midollo osseo il cui concentrato sarà iniettato nella pelle di mani e piedi per indurre la formazione di nuovi capillari e frenare la morte dei tessuti’.

Arti bendati

Tutti gli arti di Roberto Zanda son bendati. E’ scoperto solo il tatuaggio della Folgore. ‘Non sento, non ho sentito dolore. Ricordo molto di più l’ansia e la ricerca nella mia testa di un luogo caldo. Anche perché io ero abituato a fare deserti estremi. Era la mia prima volta al gelo’, ha rivelato l’atleta, che ha una grossa resistenza e un fisico spettacolare, aggiungendo: ‘Pensi com’è la vita prima di partire per questo ultratrail nei ghiacci dell’Alaska dovevo venire in Valle al Centro addestramento alpini per fare ambientamento. Non ci sono riuscito, ma mi ritrovo comunque qui. Vivo. La vita è così’.

Maratona a -50°C

Roberto è riuscito a sopravvivere a temperature inferiori ai -50°C, ha percorso zone impervie e fredde, ed ora è in Italia. Il pericolo di perdere tutti gli arti, però, non lo turba. Roberto è coraggioso e ottimista. Qualche giorno fa, prima di arrivare all’ospedale di Aosta, aveva scritto su Facebook: ‘Ho avuto questo inconveniente tecnico. Mani e piedi ancora al loro posto in attesa di arrivare all’ospedale Umberto Parini di Aosta dove un’equipe di chirurghi vascolari mi attende. Onestamente devo dire che non sono preoccupato, ho tanta roba da fare e non sono uno che aspetta di solito. Se devono amputare che si faccia, non saranno quattro protesi il problema, ma chi se ne frega’.

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