Marocco stermina cani per candidarsi ai Mondiali del 2026

By | 16 aprile 2018

cani-uccisi-marocco-mondialiE’ mai possibile che per candidarsi ai Mondiali del 2026 una nazione decida di mettere in atto una strage di cani randagi? Nei giorni scorsi avevamo parlato della fine dell’armonia tra cani randagi e uomo in molte zone del Marocco. La motivazione dell’ecatombe canina è addirittura peggiore del gesto stricto sensu: presto dovrebbe arrivare in Marocco una delegazione della Fifa. La nazione nordafricana vuole candidarsi ai Mondiali del 2026 e per migliorare il suo aspetto intende eliminare i cani randagi. Beh, azioni del genere sono semplicemente aberranti.

Marocco: armonia tra uomo e cani randagi è terminata?

Una notizia che fa male, quella della strage di cani randagi, perché il Marocco è stato per anni il simbolo della perfetta convivenza tra cani randagi ed esseri umani. In numerose città marocchine, come Taghazout e Aourir, i cani scorrazzano sulle spiagge e giocano con gli uomini. Un’armonia grande che è stata anche analizzata da autorevoli studiosi. Adesso il tracollo. La disumanità, in Marocco, sta prendendo il sopravvento. Cani indifesi vengono trucidati anche davanti ai turisti, in pieno giorno, senza un motivo. Anzi un motivo c’è: la visita di una delegazione della Fifa.

Sembra che in Marocco siano stati uccisi anche cani senza problemi di salute e protetti da un accordo siglato dalle autorità marocchine e l’associazione ‘Le coeur sur la patte’, da sempre attiva per la tutela dei cani randagi. Nel 2016 l’associazione aveva, ad esempio, promosso un programma di vaccinazione e sterilizzazione per arginare il randagismo. Per attuare il programma le autorità marocchine avrebbero stanziato oltre 130mila euro. Adesso molti di quei cani sterilizzati sono stati sterminati. Gli agenti non si sono inteneriti davanti agli occhioni degli animali a cui, tra l’altro, era stato applicato una specie di orecchino per identificarli facilmente. Niente, la crudeltà sta dominando in Marocco.

I racconti sui social media

Tanti turisti, scossi dall’uccisione dei cani randagi, hanno raccontato le esperienze vissute sui social media. Una turista ha postato sulla sua pagina Facebook un’immagine che la ritrae con un cane randagio su una spiaggia marocchina. Lo scatto è corredato dalle seguenti parole: ‘Durante la notte la polizia ha sparato in testa a diversi cani randagi, spero che qualcuno si prenda cura di questo’. A Taghazout molti cani si sono salvati grazie ad alcuni abitanti e ai turisti. Per contrastare l’ondata di barbarie sono già state lanciate due petizioni: una al re Mohammed VI e l’altra al Ministero degli Interni e al primo ministro. La vicenda ha scosso anche molti italiani. Nel Bel Paese è stata lanciata dallo Stray Dogs International Project una petizione. Sono molto preoccupati per quello che sta accadendo in Marocco anche gli educatori cinofili Lorenzo Niccolini e Clara Caspani, che hanno sempre apprezzato e lodato la grande amicizia tra uomo e cani randagi nelle città marocchine.

‘I cambiamenti si sono visti sia per quel che riguarda il rapporto tra cani e umani che per l’aspetto organizzativo dello stesso Paese. Si è capito che la presenza di cani in pianta stabile limita il numero degli stessi. C’è un simbolo che spiega bene questa evoluzione: l’orecchino post sterilizzazione che portano i cani. Rappresenta la loro pulizia, dunque favorisce la vicinanza tra le specie. Si è eliminata la barriera di diffidenza legata alle malattie e così un animale, per chi vive qui, può anche stare a stretto contatto con le persone’, ha spiegato Lorenzo Niccolini ai microfoni del Secolo XIX. Tutti i grandi risultati raggiunti però rischiano di essere vanificati dalla crudeltà degli agenti marocchini.

Tra il 7 e l’8 aprile scorso, tanti poliziotti armati di fucili hanno ucciso molti cani randagi castrati e sterilizzati, animali protetti da una convenzione firmata due anni fa anche dalle autorità del Marocco. Tutto ciò è incomprensibile, oltre che disumano. Come se non bastasse, la strage è stata commessa di giorno, sotto gli occhi dei turisti, impauriti e sconcertati.

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Le uccisioni non si sono registrate solo ad Agadir, ma anche in altre zone molto frequentate dai villeggianti, marocchini e stranieri, come Taghzout e Aourir. Queste località, tra l’altro, sono molto apprezzate dai surfisti. Un turista, allarmato, ha descritto su Facebook la scena traumatica a cui ha assistito, postando anche la foto di un cane randagio: ‘Durante la notte la polizia ha sparato alla testa di diversi cani randagi, spero che qualcuno si occupi di questo’. Parole che, lo ribadiamo, devono far riflettere. Anche noi ci auguriamo che qualcuno ponga fine il prima possibile a questa insensata strage di cani.

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