Cronaca

Medico pestato dal paziente per il mancato rilascio del certificato falso

Matera, Medico Aggredito da Paziente per un Certificato non RilasciatoI medici rischiano sempre di più in Italia. Lo sa bene un medico di base di Ferrandina (Matera), Leonardo Trentadue, che recentemente è stato malmenato da un suo paziente. Un uomo si era recato nel suo studio per ottenere un certificato necessario al rilascio della patente. Solo che il dottore non avrebbe dovuto citare alcune malattie di cui l’anziano soffre. Insomma, l’uomo aveva richiesto il rilascio di un certificato medico falso. Il dottore ha seguito la deontologia e la morale, rifiutandosi di stilare e firmare il documento. Il paziente si è infuriato e, dapprima, ha insultato il medico, poi lo ha malmenato. Il professionista ha riportato varie ferite su tutto il corpo e la frattura del femore. Dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico. La prognosi è di 40 giorni. Il paziente brutale, invece, è stato denunciato per lesioni gravissime e resistenza a pubblico ufficiale.

Il comunicato di Michele Campanaro

La notizia del medico aggredito a Ferrandina è diventata di pubblico dominio successivamente alla diffusione di un comunicato da parte di Michele Campanaro, segretario provinciale di Matera della Federazione dei medici di medicina generale: ‘Il medico faceva presente che non poteva redigere un certificato attestante il falso e suggeriva al paziente di scegliere un altro medico curante, essendo venuto meno il rapporto di fiducia tra medico e paziente’. Il soggetto che pretendeva il certificato falso si è incollerito davanti al diniego del medico ed ha iniziato a picchiarlo. Un comportamento che denota inciviltà e assenza di rispetto per chi indossa il camice. Lo ha ribadito anche Campanaro nella nota.

Medico: professione pericolosa in Italia

Svolgere la professione di medico è diventato arduo e pericoloso in Italia. I dottori sono ‘compressi’ dalla burocrazia e dalla maleducazione. I dati parlano chiaro: dall’inizio del 2017 ad oggi sono stati aggrediti 1.163 medici e infermieri da pazienti ribelli e incivili. La situazione è grave in certe regioni, come il Veneto. I medici di tale regione hanno recentemente chiesto maggiore sicurezza e servizi di vigilanza in tutti i Pronto soccorso e negli ambulatori. A lanciare il ‘grido d’aiuto’ è stato di recente Giovanni Leone, presidente dell’ordine dei medici di Venezia.

Il problema sicurezza negli ambulatori e Pronto soccorso preoccupa anche la dottoressa Ornella Mancin, presidente di Ars Medica, che ha inviato una lettera a Quotidiano Sanità, noto tabloid online, in cui reclama l’intervento delle istituzioni perché i medici oggi sono costretti a lavorare in ambienti poco sicuri.

Da una relazione del sindacato NurSind, nel 2017 sono stati assaliti specialmente dottori della Guardia Medica e del Pronto Soccorso.

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