Meduse pericolose e velenose in Italia: cosa fare in caso di contatto

By | 30 giugno 2017

Gli animali planctonici sono presenti in abbondanza nei mari italiani ma possono costituire un serio pericolo

 

E’ estate, è tempo di mare e divertimento, e molte persone sono già in vacanza. Bisogna fare molta attenzione, però, perché in tale stagione, ogni anno si registrano molti incidenti, in mare, spesso letali. Uno dei peggiori incubi dei bagnanti italiani è rappresentato dalle meduse, alquanto presenti nei mari del Belpaese. Gli animali planctonici sono molto diffusi nelle acque italiane per vari motivi, il riscaldamento globale in primis. Ad allarmare i bagnanti sono i tentacoli urticanti degli animali appartenenti al gruppo degli Cnidari, di cui fanno parte anche i coralli. Forse tutti non sanno che le meduse sono tra gli animali più antichi che popolano i mari. La loro prima apparizione sulla terra, secondo gli esperti, risale a circa 700 milioni di anni fa.

Attenzione alla vespa di mare

Le meduse sono composte per il 98% da acqua e sono temute essenzialmente per i loro tentacoli vescicanti. Esistono specie di meduse potenzialmente letali, come la vespa di mare (chironex fleckeri), responsabile della morte di una settantina di persone solamente in Australia. Per fortuna, nel Mar Mediterraneo non esistono meduse così pericolose, ma, da tempo, è stata avvistata la cosiddetta ‘caravella portoghese’ (Physalia physalis), che è costata la vita a una 69enne di Cagliari, sette anni fa. La donna venne stroncata da uno choc anafilattico. Il riscaldamento globale ed altre ragioni antropiche stanno causando una vera e propria invasione di meduse nei mari italiani. Tutto ciò crea non pochi problemi. Tantissimi animali plactonici, infatti, finiscono nei sistemi di filtraggio delle centrali idroelettriche e stabilimenti nucleari.

Chi si sta già rilassando al mare e chi è in procinto di trascorrere una splendida vacanza deve prestare attenzione a determinate specie di meduse, specialmente alle seguenti 3:

  • Pelagia Noctiluca – E’ quella che colpisce maggiormente nel Mar Mediterraneo (ogni anno vengono punte circa 150.000 persone) e provoca un dolore lancinante. A tale animale è stato affibbiato un nome del genere per la sua capacità di illuminarsi di notte. Proprio è anche conosciuta col nome di ‘medusa luminosa’.

Pelagia Noctiluca

  • Carybdea Marsupialis – Si tratta della medusa probabilmente più velenosa del ‘Mare Nostrum’, in quanto il suo veleno può subito provocare uno chos anafilattico. I tentacoli, lunghi circa 30 cm, si arrotolano agli arti dei malcapitati e causano dolorosissime ustioni. Chi viene a contatto con tale specie di medusa dovrebbe subito porre sabbia o sassi roventi sulla pelle e correre da un medico. Tale animale, anche se di dimensioni modeste, è facilmente visibile in acqua per via dei suoi tentacoli rossi.

Carybdea marsupialis

  • Drymonema dalmatinum – E’ la specie più imponente di medusa che si può incrociare nel Mar Mediterraneo. La Cyanea capillata (specie di medusa più grande al mondo) è una sua parente. Rispetto alle specie descritte precedentemente, la Drymonema dalmatinum è molto rara ed è probabile che mai nessun bagnante, nel Mediterraneo, sia stato punto. Gli esperti ritengono la maestosa medusa molto tossica.

Drymonema Dalmatinum

Il gel astringente al cloruro d’alluminio

Ora che abbiamo descritto alcune delle tante specie di meduse vogliamo soffermarci su cosa bisogna fare se si viene a contatto con tali animali planctonici. Innanzitutto bisogna mantenere le calma e rimuovere eventuali parti di tentacoli di medusa dalla pelle. Se si è a riva bisogna far scorrere acqua di mare sull’ustione; se si è in acqua occorre chiedere aiuto ai bagnini o ai propri parenti o amici. La cura migliore delle ustioni provocate dalle meduse è rappresentato dal gel astringente al cloruro d’alluminio che non solo ferma il prurito ma anche la propagazione delle tossine. In alternativa, va bene anche una crema al cortisone, anche se fa effetto più tardi rispetto al gel. Gli operatori sanitari vanno allertati solo se la persona venuta a contatto con una o più meduse inizia ad avere difficoltà respiratorie e sudare molto, assumendo altresì un colorito pallido.

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