Melanoma: rischio aumenta con scottature in età pediatrica

By | 18 luglio 2016

E’ arrivata l’estate e bisogna ricordarsi di proteggere la pelle dei bimbi, oltre ovviamente alla nostra. La pelle dei bimbi va difesa al mare, in montagna e in città per evitare brutte sorprese come il melanoma.

Giovani più colpiti dai raggi solari

Le frequenti scottature, in tenera età, aumentano sensibilmente il rischio di beccarsi un melanoma quando si è adulti. Il tremendo tumore della pelle ha colpito molte persone nell’arco di un decennio; basti pensare che nel 2005 i casi di melanoma erano 1.000, mentre nel 2015 ben 11.300. E’ fondamentale preservare la pelle quando si è giovani perché, secondo gli esperti, nei primi 20 anni di vita si arriva ad assorbire circa l’80% dei raggi solari della propria vita.

Bimbi under 12 mesi non vanno esposti alle radiazioni solari

In soldoni, nella prima fase della vita si tende ad essere colpiti da molte radiazioni solari, quindi è necessario proteggere la pelle. Il melanoma, infatti, è in agguato.

A rammentare quanto sia importante difendere la pelle dei ragazzi dai raggi solari sono stati molti esperti che si sono riuniti recentemente a Roma, presso l’Istituto dermopatico dell’Immacolata, dove è stato organizzato il Master Course Management del paziente con melanoma dalla ricerca alla terapia. A promuovere l’interessante master è stato l’Intergruppo melanoma italiano, la cui presidente, Paola Queirolo, ha spiegato:

“I bambini costituiscono l’anello debole della catena, perché la pelle è in grado di memorizzare il danno ricevuto dalle scottature solari accumulate durante l’infanzia e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza. I piccoli di età inferiore a 12 mesi non vanno esposti al sole”.

Hai più di 100 nei?: rischio melanoma aumenta di 6 volte

Ognuno di noi dovrebbe sempre ricordarsi di applicare sulla pelle le creme solari, evitando di esporsi al sole in determinati orari. Sarebbe bene, inoltre, sottoporsi almeno una volta l’anno a una visita dermatologica. I medici sostengono che una persona che ha più di 100 nei rischia un melanoma 6 volte in più rispetto a chi non ne ha o ne ha di meno.

Queirolo ha aggiunto:

“Va sempre seguita la regola del ‘brutto anatroccolo’: l’insorgenza di un neo diverso per forma e colore rispetto a quelli già presenti è un segnale da tenere in considerazione e da far controllare dal dermatologo”.

Il melanoma è un’insidia soprattutto per le persone coi capelli biondi e rossi, occhi chiari e pelle chiara. Tali soggetti devono costantemente sottoporsi a controlli della pelle perché, se individuato in uno stato iniziale, il melanoma non è pericoloso. Gli altri organi, infatti, difficilmente vengono raggiunti dalla neoplasia. Il problema vero si presenta quando il melanoma viene diagnosticato tardi.

Diagnosi e prevenzione

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Soffermandosi sulla diagnosi e prevenzione del melanoma, il direttore dell’Oncologia medica all’ospedale Sant’Andrea di Roma, Paolo Turchetti, ha affermato:

“Abbiamo iniziato percorsi meno convenzionali garantiti gratuitamente, com eil linfodrenaggio o l’agopuntura, che di solito sono a carico dei pazienti. La sfida è rappresentata dalla combinazione delle terapie, ad esempio dell’immuno-oncologia con la terapia bersaglio-specifica per un ulteriore miglioramento dei risultati già ottenuti con queste modalità di trattamento nella malattia in fase avanzata”.

Proteggere la pelle dai raggi solari in età infantile per evitare melanomi da adulti: questo è l’imperativo. In età pediatrica il melanoma colpisce molto raramente ma, se i piccoli riportano spesso scottature, hanno serie possibilità di beccarsi un melanoma da adulti. Il numero dei casi di melanoma, come detto, è aumentato negli ultimi anni, probabilmente perché la gente tende ad esporsi maggiormente, senza adottare precauzioni, ai raggi ultravioletti. La chemioterapia non si è rivelata molto efficace per contrastare la brutta neoplasia della pelle ma recentemente l’incrocio con l’immunoterapia sembra aver dato risultati più confortanti.

 

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