Meningite fulminante a Vicenza: 38enne è grave, febbre alta e macchie

By | 28 ottobre 2017

Vicenza, meningite colpisce 38enne: è graveE’ grave il 38enne ricoverato giovedì scorso all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Secondo quando riportato da alcuni tabloid locali, l’uomo, quando era arrivato al Pronto soccorso del nosocomio, aveva tante macchie sul corpo e febbre altissima. La diagnosi è arrivata in breve tempo: meningite da meningococco. Secondo le prime indiscrezioni, l’uomo si era dapprima recato dal suo medico; questo lo aveva esortato a recarsi subito al Pronto soccorso. Il personale sanitario del San Bortolo, dopo aver visitato il 38enne, l’ha subito ricoverato. I medici del nosocomio vicentino stanno lavorando alacremente per salvare il paziente. La meningite ha colpito ancora a Vicenza. Nei primi giorni di ottobre era stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell’ospedale di Vicenza una bimba di 5 anni. La piccola, che vive a Conegliano, aveva manifestato i tipici sintomi della meningite da meningococco di tipo B. Il personale sanitario aveva sottoposto subito alla profilassi i genitori della piccola, i parenti, i compagni di classe e tutti coloro che le erano stati a contatto.

Meningite: ansia in Veneto

E’ in gravissime condizioni il 38enne vicentino. I medici del San Bortolo hanno riferito nelle ultime ore che le sue condizioni sono stabili. Il paziente sarebbe affetto dalla forma di meningococco C.

Non solo dunque in Toscana. La meningite colpisce un po’ ovunque in Italia, dunque è tornata ad essere una vera insidia. Come mai? I medici hanno sempre detto di non preoccuparsi, in quanto in Italia non si può parlare di epidemia. In Toscana la malattia ha fatto molte vittime, tra cui un 23enne che si era vaccinato contro la meningite nel 2008. Com’è possibile che una persona vaccinata sia stata uccisa dalla meningite? Dopo la morte del 23enne è sorto più di un interrogativo a riguardo. I vaccini sono veramente efficaci?

I sintomi della meningite C

Relativamente all’adeguatezza dell’immunizzazione  contro la meningite, il virologo Fabrizio Pregliasco ha detto: ‘E’ efficace, anche se non tutti rispondono con la stessa reazione anticorpale. Dopo il vaccino, c’è chi produce 100.000 anticorpi, chi 10.000 e chi solo 1.000. Gli organismi delle persone che si attestano ai valori più bassi, perciò, possono perdere la memoria della vaccinazione, che in genere dura 5-10 anni. Ecco perché è consigliabile, per tutti, un richiamo a 8 anni di distanza, per riportare la protezione al top’.

Il noto virologo ha anche precisato che pochissime persone non rispondono al vaccino: si tratta dell’1-3% dei soggetti immunizzati. Tali persone vengono definite, in ambito sanitario, ‘no responder’. Questo comunque non deve assolutamente portare le persone a rinunciare alla vaccinazione contro la meninigite, poiché nel 97% dei casi la reazione anticorpale è adeguata.

Preoccupa il tasso di mortalità correlata alla meningite. In regioni come la Toscana è cresciuto enormemente (ha oltrepassato il 26%).

La meningite di tipo C è contagiosa solo nella fase acuta, ovvero quando compaiono i sintomi.

Quali sono i sintomi della meningite C? Nelle 8 ore successive al contagio si manifestano solitamente sintomi precoci, come mani e piedi freddi e dolori alle gambe; poi compaiono i sintomi tradizionali, che comunque variano da individuo a individuo.

I sintomi tradizionali della meningite C sono:

  • febbre
  • mal di testa
  • rush cutaneo
  • letargia
  • convulsioni
  • letargia

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